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I fedeli alla messa, la domenica della ripartenza

Un gruppo di sacerdoti (con la mascherina sul volto) durante la messa per la patrona santa Giulia
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Un gruppo di sacerdoti (con la mascherina sul volto) durante la messa per la patrona santa Giulia

Lunedì scorso sono ricominciare le messe con la partecipazione delle persone, rispettando una serie di prescrizioni ben definite. La prova del nove sarà domenica 24: nella diocesi di Livorno la messa domenicale, secondo i dati della curia, riguarda 24mila cattolici

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LIVORNO. Domenica 24 si avrà la prova del nove sul fronte della ripartenza delle messe dopo una lunga fase di stop: è difficile credere all'annuario pontificio che parla di un 90,1% di "cattolici" ma nella diocesi livornese la frequenza alla messa domenicale, per quanto sia fra le più basse, risulta all'11,8% secondo la curia e dunque riguarda pur sempre 24mila persone. 

Da lunedì scorso nelle parrocchie le messe con la presenza dei fedeli, i funerali di Giorgio Kutufà, ex presidente della Provincia per dieci anni e le celebrazioni della patrona santa Giulia, hanno consentito un po' di rodaggio ma resta l'interrogativo se l’organizzazione delle nuove modalità anti-contagio reggerà all’afflusso domenicale. Non è una incognita da poco: «Nel primo giorno di riapertura, - dice don Michele Esposto, parroco di Santa Caterina - mi aspettavo un piccolo gruppo, invece alla messa erano in 47». Già nei primi giorni feriali l'affluenza è stata al di sopra del consueto, solo per fare qualche esempio, anche a San Benedetto, la chiesa di piazza Venti Settembre («durante i giorni feriali sono venute in media 30-35 persone», spiega don Tomasz Zurek).

Anche nella chiesa di Sant’Andrea si è registrato un afflusso extra: lunedì scorso con la ripresa della prima messa con i fedeli c’è stato anche un applauso liberatorio, riferisce don Edoardo Medori ricordando che «abbiamo avuto tante comunioni e in questi giorni feriali di ripartenza c’è stata una buona presenza di parrocchiani, specialmente per la festa di Santa Giulia».

A Quercianella per le messe festive celebrate in chiesa parrocchiale è necessario prenotarsi, lo conferma il parroco don Alberto Vanzi («dipende dal fatto che i posti sono stati dimezzati»). «Possiamo accogliere 50 persone con seduta singola. Qualche posto in più potrà essere ricavato mediante la creazione delle isole familiari», dice il sacerdote. C’è una novità: è stata «anticipata a domenica 24 maggio il via alla celebrazione delle messe all’aperto in pineta dalle suore Figlie della Carità, come facciamo durante il periodo estivo», spiega don Vanzi precisando che «per la messa all’aperto e per le messe feriali non è necessaria la prenotazione».

Non occorre prenotarsi per la messa a San Giuseppe, la chiesa di piazza Due Giugno: «La nostra chiesa è abbastanza grande: con sanificazioni, mascherina e gel abbiamo ripreso le celebrazioni», spiega don Marcio Farias Nougueira, segnalando che la parrocchia conferma l’impegno sui social («manteniamo il nostro programma sulle pagine Facebook e Instagram della parrocchia cercando di avvicinarci sempre di più ai nostri fedeli.

Idem nelle chiese di Salviano, Leccia-Scopaia e Collinaia, dice il parroco don Raffaello Schiavone. «Abbiamo aggiunto una messa pomeridiana in due delle tre chiese e proseguiamo con la diretta di tutte le celebrazioni sulla pagina Facebook della comunità I Tre Arcangeli».

La parrocchia quercianellese continuerà sui social «fino al 31 maggio per permettere anche ai più timorosi di tornare progressivamente alla normalità ecclesiale». Il parroco segnala «in questi giorni, almeno per quanto riguarda la partecipazione della messa feriale, da subito sono tornati i soliti fedeli che normalmente vi partecipano prima del lockdown, con l’aggiunta anche di altri che avevano desiderio di partecipare alla liturgia e di fare la comunione».

All’ingresso dei fedeli in chiesa – spiegano dalla parrocchia del Cisternone - è stato consegnato «un vademecum per portare tutti i fedeli alla conoscenza della normativa e, inoltre, un libretto di canti tascabile per uso personale» (perché i foglietti del rito e i libri dei canti che i parrocchiani si passavano l’un l’altro). «L’ingresso - dice don Edoardo Medori - è contingentato da  volontari che indicano ai fedeli i posti dov’è possibile sedere, è stato evidenziato dove si entra e dove si esce dalla chiesa così come la zona per le persone disabili.  Noi abbiamo già 4 messe domenicali, le uniche prenotazioni riguardano le confessioni. Ora ci vuole un po’ di “rodaggio”».

A San Benedetto, in piazza Venti Settembre, il parroco don Zurek ha distanziato le panche e le sedie secondo le normative: «I posti a sedere sono 98 e almeno una ventina quelli in piedi. Quanto alla messa domenicale, abbiamo chiesto gli anziani di spostarsi secondo le possibilità alla messa prefestiva del sabato alle 18 o della domenica alle 9 per lasciare più spazio alle famiglie con i bambini e ai giovani per la messa alle 11: pensavamo anche di invitare i gruppi dei bambini con i loro catechisti nei giorni feriali». La liturgia via web? A San Benedetto andrà avanti lo streaming («come abbiamo fatto per tutto il periodo di lockdown»).

«Questa domenica – aggiunge il sacerdote - distribuiremo ai nostri parrocchiani più anziani le mascherine lavabili per eliminare un po' di spazzatura dovuta alle mascherine monouso. Queste mascherine sono state cucite con grande entusiasmo le signore del gruppo decoupage con la stoffa regalata da una sarta del mercato centrale che ringrazio pubblicamente». 

«Ci siamo preparati a far rispettare tutte le norme, - dice monsignor Paolo Razzauti (Banditella) - ma il giudizio potremo darlo dopo aver visto com’è andata in questo fine settimana. Prevediamo una messa in più e spostiamo quella delle 8,30 dalla vecchia chiesa a quella nuova di S. Lucia».

«La ripartenza va bene, - segnala don Emil Kolaczyk (S. Ferdinando) - abbiamo messo sulle panche adesivi che indicano dove bisogna sederci».

Pio Maioli, parroco di Santa Croce a Rosignano, può contare su una capienza di 123 posti: oggi una messa e due domattina. «Mettiamo una o due persone per panca e a distanza, e una zona per famiglie che possono stare nella stessa panca. I volontari faranno servizio accoglienza con misurazione temperatura corporea, indicheranno il post. La comunione si farà rimanendo al proprio posto. I social? Non credo di continuare ma vediamo la prima domenica come va e cosa dice la gente di parrocchia


 

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