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Santa Giulia, la processione della patrona nell'era del coronavirus

Il vescovo Simone Giusti e il sindaco Luca Salvetti a bordo dell'imbarcazione dei vigili del fuoco per la processione in mare con le reliquie della patrona di Livorno, santa Giulia
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Il vescovo Simone Giusti e il sindaco Luca Salvetti a bordo dell'imbarcazione dei vigili del fuoco per la processione in mare con le reliquie della patrona di Livorno, santa Giulia

Livorno, il vescovo e il sindaco con il reliquiario della patrona in barca nei Fossi per arrivare nel Porto Mediceo: da lì la benedizione della città al suono delle sirene delle navi. Giusti e Salvetti: mai un evento così. Il riconoscimento agli operatori sanitari per la lotta anti-contagio

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LIVORNO. Quest’anno la festa di santa Giulia, patrona della città, è stata contrassegnata dalla processione della vigilia: tanto strana quanto storica, così l’hanno definita sia il vescovo Simone Giusti che il sindaco Luca Salvetti, che hanno compiuto insieme - a bordo dell’imbarcazione dei vigili del fuoco, accanto al reliquiario della giovane nordafricana martire della fede - il tragitto nei Fossi che in questo periodo di Covid 19 con una iniziativa la sera della vigilia ha sostituito la processione solenne in via Grande con centinaia e centinaia di fedeli.

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Stavolta, nell’era del coronavirus, la processione – trasmessa in diretta su Granducato - è stata simbolica ed è stata limitata a un limitato corteo di imbarcazioni partite dagli scali Finocchietti per passare dalla Fortezza Nuova, sotto piazza della Repubblica e dal Fosso Reale raggiungere il Porto Mediceo, segnatamente l’Andana degli Anelli, per la consueta benedizione alla città salutata dalle sirene delle navi in porto. Il corteo, aperto dal gommone della polizia, aveva al centro l’imbarcazione dei vigili del fuoco con vescovo, sindaco e reliquie, poi l’imbarcazione della polizia municipale col gonfalone della città portato dalla comandante dei vigili Annalisa Maritan e da un vigile in alta uniforme, infine il gommone della Guardia di Finanza preceduta dall’imbarcazione della Capitaneria di Porto con due operatori sanitari.

Si è trattato, a quanto è dato sapere, del primario di rianimazione Paolo Roncucci e della responsabile degli infermieri di Livorno Chiara Pini. Anche questa è una eccezione in un canovaccio completamente cambiato tranne la benedizione: a loro il “grazie” simbolico dei livornesi alle categorie che dentro e fuori dall’ospedale sono state in prima linea nella lotta contro la pandemia. In rappresentanza del consiglio regionale era presente Francesco Gazzetti.

Le reliquie della santa hanno poi lasciato il porto su un mezzo della Misericordia per essere portate, con la scorta di agenti motociclisti della polizia municipale, fino a Montenero dove la mattina di venerdì 22 il vescovo celebra la liturgia sul sagrato del santuario insieme ai preti e ai religiosi della diocesi, sempre ovviamente con le prescrizioni anti-contagio per le limitazioni di accesso. 

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