Il Tirreno

Livorno

dopo le proteste sindacali 

Crisi Alp, l’Authority tira fuori 607mila euro per poter ripartire

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Disco verde da parte del comitato di gestione dell’Authority: il via libera dell’istituzione portuale di Palazzo Rosciano non è solo un consenso di prammatica, mette mano al portafogli per far decollare il piano di risanamento predisposto dall’Alp, l’unico soggetto autorizzata in base all’art. 17 a fornire manodopera in porto per affrontare i picchi di lavoro.

Erano state le Rsu dell’Agenzia a scendere in campo nei giorni scorsi proclamando lo stato di agitazione: utilizzando proprio lo strumento del comma 15-bis come avanzato nella rivendicazione sindacale, l’Authority ha visto una vista d’uscita nell’utilizzo di una quota di risorse per arrivare e rimettere in carreggiata i conti della società.

Di cosa si tratta? Il piano destina all’Alp 607 mila euro per «consentirle, anche attraverso il previsto ingresso di nuovi soci, di far fronte al momento di crisi economica che sta attraversando da un anno a questa parte». Non è tutto: questo stato di difficoltà è andato man mano peggiorando in virtù – viene fatto rilevare – della «contrazione della domanda di trasporto marittimo innescata dal coronavirus».

L’ingranaggio del provvedimento è il seguente: in una prima fase è in preventivo l’erogazione di 297mila euro per ripianare la perdita contabilizzata nel bilancio 2019 (più fino a 56 mila euro per rimettere in sesto «eventuali perdite nel bilancio di esercizio del 2020, una volta che questo sarà stato approvato»).

A fronte di Piani di dettaglio da approvare da parte dell’Authority, altri 80 mila euro sono destinati al ricollocamento professionale e all’incentivazione all’esodo, mentre fino a 175 mila euro sono previsti per sovvenzionare il programma formativo dell’azienda.

L’Alp – che ha 65 dipendenti (62 operativi e tre amministrativi) e ha l’autorizzazione come fornitore unico fino al giugno 2025 – era nata sette anni fa dopo la crisi dell’Agelp, che l’aveva preceduto nel ruolo per i picchi di lavoro: nel 2014 l’Autorità Portuale di Livorno era diventata socia al 49% acquistando le quote ad un prezzo simbolico. Al termine di un percorso con un «sostanziale equilibrio» dei conti fino al 2018 l’Authority aveva ridotto la partecipazione al 5, 5%.

Dalla sede di Palazzo Rosciano, il presidente Stefano Corsini vede nell’Alp «un elemento imprescindibile nell’odierno schema della dinamica portuale: deve essere tutelata con interventi mirati e efficaci». Dunque, a suo giudizio le professionalità presenti all’interno dell’azienda «devono essere valorizzate attraverso un processo di crescita che le prepari a sostenere un futuro percorribile all’insegna di un nuovo equilibrio». E aggiunge: «L’Authority, comunque, sarà sempre in prima linea nel sostenere i traffici e l’occupazione che da essi deriva, pilastri dell’interesse pubblico da tutelare». —



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