Il Tirreno

Livorno

parla il vertice 

Agenzia delle banchine, cercasi nuovo identikit

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Ci vogiono «900 turni al mese: ecco la media minima» per consentire all’Alp restare a galla. Parola di Massimo Trumpy, amministratore unico dell’Alp, che dalla rivista on-line dell’Authority ricorda che nel primo trimestre si è registrata «una media di 800 turni mensili», mentre in aprile c’è stato «un crollo verticale, con meno di 140 turni lavorati».

Ma, al di là delle contingenze da Covid, per i vertici di Alp c’è da riflettere sull’«attuale modello organizzativo» che «rende difficoltosa la continuità operativa» dell’agenzia e fa di Livorno «un unicum nel panorama nazionale: ci sono diversi art. 16 forti e un art. 17 debole, un po’ all’opposto del cosiddetto modello Genova». Per Trumpy «la parcellizazione del ciclo produttivo rimanda ormai a una visione distorta della realtà».

Ora Alp è formata da sette società col 94,5% (5,5% Authority): all’interno c’è un art. 16 (Uniport), che «assieme all’Authority è stato il vero protagonista del rilancio». Serve che «estendersi alle altre due imprese appaltatrici, Seatrag e Compagnia Portuale».

Nella propria dichiarazione su “Port News” Trumpy si schiera con il presidente dell’Authority Stefano Corsini e anche lui chiede al governo di «tenere maggiormente conto degli articoli 16»: altrimenti sembra che di cogliere nel Decreto Rilancio l’idea di «premiare un modello organizzativo ben preciso, come quello genovese». E richiama l’attenzione: «Se non affrontiamo l’emergenza con strumenti tempestivi ed innovativi non potremmo che rimetterci al processo darwiniano che prevede la sopravvivenza di alcuni a discapito di altri». —

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