Il Tirreno

Livorno

Muore nel giorno del compleanno ex prof all’Ipsia Orlando

Muore nel giorno del compleanno ex prof all’Ipsia Orlando

Una vita spesa sotto il segno della generosità: impegnata  nel sindacato insegnanti,  era stata anche volontaria nel reparto di Cure palliative 

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LIVORNO. Nel giorno del suo 77° compleanno, martedì scorso si è spenta la professoressa Isella Piqué: ha insegnato per anni all'istituto professionale Orlando. Le amiche ricordano che «non ha potuto nemmeno sorridere al fratello Marcello che le aveva portato una rosa al reparto dell'ospedale di Livorno dove era ricoverata»: se ne è andata sola a causa delle recenti disposizioni, «seppur amorevolmente assistita dal personale ospedaliero, e ha lasciato nello sconforto il marito, prof. Gian Maria Foppiano, il fratello, i familiari e gli amici».

Chi l’ha conosciuta ne ricorda la personalità «aperta a tanti fronti di attività e complessità di interessi». Era stata allieva del liceo Niccolini Guerrazzi e aveva studiato anche il pianoforte con esiti brillanti in ambedue i campi, «dotata com'era di grande intuito e di una intelligenza penetrante», dice chi ne ha apprezzato le doti, spiegando che era uno «spirito libero e determinata a ragionare con la sua testa, un'antesignana del metodo sperimentale e di un approccio modernamente impostato con la cultura e con gli allievi, con i quali aveva un rapporto amichevole, ma anche corretto e serio».

Le ex colleghe la ricordano come «allegra, pronta alla battuta e allo scherzo, ironica e mordace, faceva facilmente amicizia con tutti, senza pregiudizi, lasciandosi guidare da una grande onestà intellettuale».

«Non aveva barriere di sorta, se non quella della moralità nella vita e nelle scelte politiche», dice Angela Simini, ex presidente della Fidapa. «Da giovane studentessa universitaria ha militato nelle file degli Universitari Cattolici, la Fuci, col ruolo di presidente dedicandosi alla San Vincenzo de' Paoli. Quando poi ha fatto altre scelte, non ha rinnegato niente, ma ha perseguito gli stessi ideali di umanità, conservando le amicizie e la stima dei “vecchi compagni”».

L’amica e ex collega sottolinea che «la politica, intesa in senso lato, è stata il suo grande interesse, dettato da un profondo e battagliero senso di giustizia, di rivendicazione dei diritti dei lavoratori, non ha mai aspirato a ricoprire i ruoli istituzionali dei partiti, pur avendo molti amici che a ciò la esortavano, invece ha preferito impegnarsi nel sindacato dei Cobas». Dai buoni esempi ricevuti dalla madre, prof. Bruna Bianchi e dal padre, medico all'antica, – si afferma – hanno lasciato traccia nel suo impegno sociale, ad esempio il volontariato nella scuola media di don Nesi.

«Infine negli ultimi anni si è impegnata nelle Cure Palliative. Amici e collaboratori – dice Simini - sono rimasti colpiti dall'autorevolezza che esercitava naturalmente, attingendo soltanto al suo carisma personale: ne aveva da vendere. Ultimamente la vita familiare era diventata difficile: il marito è stato colpito da una grave infermità. Al tempo stesso Isella è stata colpita da una malattia che non perdona: prova questa dolorosa, affrontata però con grande coraggio e dignità. Infine la sua forte fibra ha ceduto».

Viene citato il ricordo di un’altra insegnante che l’ha conosciuta: «E' stata una figura storica impegnata e altamente morale: un pezzo di tutte noi di quel tempo che non c'è più».
 

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di Redazione web