Gioco
Lascia una mancia da 47.50 euro alla barista «Un aiuto a chi sta lottando contro la crisi»
L’episodio è avvenuto allo Chalet della Rotonda, il protagonista del grande gesto è un uomo molto conosciuto in città: «L’ho fatto col cuore»
La storia
Tommaso silvi
È stato il primo cliente della giornata. E ha lasciato il segno con un gesto straordinario. Allungando quella che sta diventando una maxi catena solidale lunga come l’Italia.
Ore 8, qualche nuvola in cielo in una deliziosa atmosfera di lento, ma costante, ritorno alla normalità. Mercoledì. Livorno si sveglia nel suo terzo giorno di vera fase due. Mascherine e distanza di sicurezza sono obbligatorie, ma ci sono le saracinesche alzate. E mentre il sole comincia timidamente a scaldare la città, accade qualcosa di magico. «È entrato per primo e si è diretto verso il bancone della pasticceria», racconta Luca Giacobazzi, direttore dell’area bar dello Chalet della Rotonda, storico locale in viale Italia, sul lungomare.
Il protagonista della storia è un uomo sulla quarantina, livornese, impegnato nel campo della meteorologia e molto conosciuto, che però, in questa occasione, preferisce rimanere nell’anonimato. Il cliente “misterioso” ordina una crostatina. Prezzo: 2.50 euro. La consuma nell’ampio spazio esterno del locale, poi si dirige alla cassa.
«Tenga pure il resto», dice alla ragazza dietro al bancone, mentre estrae dalla tasca una banconota da 50 euro. Lei rimane spiazzata. «Ma sono 50 euro. È sicuro?». E la risposta del cliente dal cuore grande è un bellissimo fulmine a ciel sereno. «Ho avuto la fortuna di lavorare sempre negli ultimi tempi. Il virus non ha fermato la mia attività. Voi invece – ha detto l’uomo rivolgendosi alla ragazza alla cassa – avete passato due mesi d’inferno. È giusto che vi teniate il resto, in bocca al lupo».
La dipendente ha immediatamente raccontato l’episodio a Luca Giacobazzi, che ha anche provato a ringraziare di persona il “cliente-donatore”, ma non ha fatto in tempo. «Purtroppo era già andato via. L’ho solo visto entrare – spiega – al momento dell’apertura, poi mi sono assentato per alcuni minuti e quando la ragazza mi ha raccontato l’accaduto lui non c’era più».
Gestori e dipendenti dello Chalet della Rotonda sono rimasti colpiti da quanto accaduto ieri mattina.
«Devo essere sincero – confessa Giacobazzi -, mi sono quasi commosso. È bello vedere che la gente vuole darci una mano. Non è un fatto economico, ma di pensiero. Una persona che si toglie qualcosa per darlo a chi se la sta passando peggio. Non me lo aspettavo davvero».
E non se lo aspettavano neppure i baristi di Marsala, in Sicilia, e di Carassai, piccolo paesino di mille anime in provincia di Ascoli Piceno. Angoli d’Italia in cui si è ripetuta la solita scena dello Chalet della Rotonda, nei giorni scorsi.
Un filo invisibile che unisce il Paese. Una “moda” sana, profonda, concreta e ricca di significato. Cinquanta euro per ripartire. «Ho passato momenti difficili, dove facevo fatica a pagare l’affitto e a fare la spesa. I miei soldi sono una mancia per i ragazzi dello Chalet – conclude il benefattore -, che non hanno ancora visto la cassa integrazione. È il massimo che posso fare. E l’ho fatto col cuore».
Dal locale arrivano i ringraziamenti: «Non so neppure che parole utilizzare esattamente - dice Giacobazzi - mai avrei creduto di commentare un gesto del genere. Abbiamo passato tutti un periodo difficile, incrociando le dita nella speranza di ripartire il prima possibile. In un momento in cui gli incassi sono molto inferiori rispetto al periodo prima del virus, quello che ci spinge a fare al meglio il nostro lavoro è l’affetto dei clienti. E ogni volta che sentiamo il calore della gente ci spunta un sorriso e cresce la voglia di andare avanti. Nonostante tutto». —
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