Gioco
Dietro lo schermo nero lo sconforto degli artisti
Sono attori, registi e naturalmente anche tecnici. Le produzioni sono bloccate e quello che è stato terminato non può uscire nelle sale cinematografiche
LIVORNO
Non solo location perfetta ma anche fucina di talenti. Nel campo del cinema e della televisione, dei documentari e della fiction, la nostra città è la culla di eccellenze che si sono fatte largo a livello nazionale e internazionale, sia che abbiano scelto di rimanere a Livorno sia che si siano trasferite a Roma o in altre città d’Italia e del mondo. Tocca quindi anche Livorno l’amarezza e la preoccupazione di chi in questo mondo lavora e si è affermato, dai registi agli attori, dagli operatori agli sceneggiatori, montatori e scenografi: cinema chiusi, eventi vietati, mille dubbi su quando e come si potrà tornare sul set. A differenza del teatro, cinema e dintorni possono contare su tempi di realizzazione scaglionati (dalla scrittura all’uscita in sala o su schermo, le fasi di lavorazione sono diverse e non tutte minacciate dall’emergenza covid), su più piattaforme dove poter essere proposti (non il solo palcoscenico come per il teatro) e comunque almeno per le produzioni già “girate” non si pone il problema dell’assembramento. Ma la crisi economica rischia di non risparmiare neppure questo settore: sale già agonizzanti che potrebbero chiudere, riduzione degli investimenti nella pubblicità, produzioni in difficoltà per gli alti costi delle misure di sicurezza. Una crisi che Livorno, come città del cinema, sente e soffre. —
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