Gioco
La distanza al banco dei salumi si misura con le... infradito
Sui lastroni del Mercato, davanti al negozio di Benigni, compaiono i segnaposti alla livornese
l’idea
Enrico Paradisi
“Mantieni un salame di distanza. ‘Un ave’ furia, aspetta qui”.
Negozio che vai, misure di sicurezza (in vernacolo livornese) che trovi, giusto per lanciare un messaggio inequivocabile alla clientela e magari strappare un sorriso anche in tempi di stringenti norme anti Covid.
All’Angolo del Buongustaio, “da Carlo”, nella pancia del bel Mercato Centrale, evidentemente non è bastato spingersi già un po’ più in là aumentando la portata delle norme necessarie richieste, come la pensata di sistemare un addetto alla cassa evitando così di maneggiare i contanti, che ne hanno subito partorita un’altra: questa volta, per ridurre il più possibile il rischio di assembramenti tra clienti in coda.
È così che sugli antichi lastroni del selciato in pietra davanti al grande bancone angolare, che come un maxischermo “trasmette” giornalmente una puntuale puntata delle migliori specialità gastronomiche, sono spuntati una serie di indicatori di posizione, rotondi e in sgargiante color giallo, con la raccomandazione vernacolare e il logo dell’Angolo all’interno di un’infradito, la calzatura estiva più amata e abusata dai livornesi.
«L’idea mi è venuta per cercare di smorzare un po’ la tensione del momento - spiega da dietro il suo bancone la mascherina di Luca Benigni - visto che tutti arrivano indossando i dispositivi di protezione e sembra quasi d’essere in ospedale. Quindi ho chiamato un mio carissimo amico, Nicola Ghezzani di “Inventa” chiedendogli di realizzare dei distanziatori per il pavimento con il mio logo, una battuta spiritosa e la ciabatta infradito simbolo dell’estate e della “labronicità”. A Livorno tra un po’ ci si sposa in infradito, e proprio per cercare di strappare un sorriso ai miei clienti, visto che ci siamo abituati ormai a leggere l’umore solo dagli sguardi, ho pensato di unire l’utile al dilettevole».
Al Mercato Centrale, L’Angolo del Buongustaio non è il solo ad aver utilizzato questo sistema: anche Valerio Chiesa, del premiato pastificio omonimo, ha adottato un analogo metodo di avvisi alla clientela posizionando all’interno del negozio un adesivo calpestabile personalizzato con il suo marchio che invita in questo caso sobriamente a mantenere la distanza di sicurezza. «Oltre a Valerio - conferma Luca Begnigni - anche altri colleghi dei banchi vicini hanno preso spunto e si stanno attrezzando per installare a loro volta dei distanziatori simili ai miei». E in fondo un sorriso a distanza regolamentare ma che accende speranza: «Da fine aprile - confida - da quando abbiamo riaperto, ho notato un ritorno alle vecchie tradizioni: era da tempo che non vedevo un Mercato così vivo. Credo che in un momento di difficoltà come questo con meno frenesie la gente abbia riscoperto il valore e la qualità dei piccoli negozianti sotto casa e del nostro Mercato». —
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