Il Tirreno

Livorno

via palestro 

Arrestato e denunciato per sei volte in 12 giorni: deve restare in casa di notte

Stefano Taglione
Un intervento delle volanti della polizia (foto d'archivio)
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Un intervento delle volanti della polizia (foto d'archivio)

Livorno: avrebbe anche occupato un appartamento, da cui è sotto sfratto. Indagato per furto, ricettazione, droga e possesso di armi

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LIVORNO. In poco più di una settimana ha collezionato un arresto e sei denunce, queste ultime avvenute a meno di 24 ore di distanza l’una dall’altra. Ed è tornato in libertà, dovendo comunque ancora rispettare l’obbligo di dimora notturno (dalle 21 alle 7) che gli era stato imposto dal tribunale per precedenti reati in un appartamento di via Palestro, che occuperebbe abusivamente tanto la proprietaria – un’anziana livornese, che in passato si era anche rivolta al Tirreno – da tempo avrebbe avviato un procedimento di sfratto.

È il caso dei venticinquenne tunisino Tarak Jibali, difeso dall’avvocata Barbara Luceri, che nell’ultimo periodo è stato più volte fermato dagli equipaggi della Squadra volante dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della polizia di Stato, guidato dal commissario capo Claudio Cappelli.

La prima volta nella serata di mercoledì 6 maggio, quando un abitante di via Mastacchi chiamò preoccupato il 113 raccontando di sentire forti rumori provenire dallo scantinato sotto casa sua. In realtà era una cantina e dentro c’era proprio Jibali: quando gli agenti sono arrivati lui è ancora lì e stava cercando di rubare il portapacchi di una bici, una catena e un lucchetto, oggetti che sono stati tutti sequestrati. Immediato l’arresto, con il giovane portato in carcere e tornato libero nel giro di poche ore al termine dell’udienza di convalida.

La sequela di reati – secondo l’accusa della procura – è però continuata. È la notte fra domenica e lunedì scorsi quando Jibali viene sorpreso da un condomino di via Sant’Andrea mentre indossa un casco integrale e tenta di forzare due motorini parcheggiati. Il testimone gli urla qualcosa dal balcone, lui risponde in modo confuso e scappa. Poi la telefonata al 113, con le volanti che lo trovano a poca distanza e lo denunciano per il tentato furto di entrambi i mezzi.

Ma non è finita. Ventiquattr’ore dopo – sono le 22.45 di lunedì scorso – il giovane viene nuovamente fermato per un controllo in via Cestoni, sempre vicino a dove abita, da un equipaggio del Reparto prevenzione crimine di Firenze, giunto a Livorno in supporto dei colleghi delle volanti. Jibali non solo viaggiava su un motorino rubato senza mai aver preso la patente, ma con sé aveva pure 2,21 grammi di cocaina e un coltello a serramanico.

Per questo è stato denunciato per cinque fra reati e illeciti amministrativi, gli ultimi della lunga serie: violazione dell’obbligo di dimora (erano le 22.45 e lui, fino alle 7 del giorno successivo, sarebbe dovuto rimanere in casa come gli aveva imposto il tribunale), ricettazione del mezzo (poi restituito alla proprietaria), possesso di armi, guida senza patente e detenzione di sostanze stupefacenti (l’articolo 75 del Testo unico sulle tossicodipendenze).

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