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Ricalcolo delle tasse locali e una campagna di sensibilizzazione

T.S.

I proprietari delle palestre hanno preparato l’elenco delle richieste da sottoporre all’attenzione del sindaco  per aiutarli nella ripartenza

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LIVORNO

Meno pressione fiscale e una campagna di sensibilizzazione per riportare la gente nelle palestre, allontanando la psicosi da coronavirus. Sono queste le altre due richieste, oltre alla concessione degli spazi dei parchi pubblici, che il gruppo di titolari di centri fitness della città vuole sottoporre all’attenzione del sindaco, Luca Salvetti.

«La Tari a Livorno è una delle più care della zona centrale della Toscana – dice Lapo Giusti, della palestra Me We Fit –, e per noi rappresenta un peso non indifferente, in un momento nero come quello attuale, considerando che abbiamo chiuso i battenti a inizio marzo». L’intenzione, da parte degli imprenditori, è quella di coinvolgere l’amministrazione per delineare una serie di azioni capaci di aiutare la ripresa dell’attività delle palestre.

«Siamo aperti a ogni tipo di suggerimento – spiega Leonardo Bertini, della Numero Uno –, anche da parte delle istituzioni. Non vogliamo fare la guerra, ma soltanto avviare un rapporto di collaborazione con le autorità locali». Un grido d’aiuto, più che una protesta. Da un settore dell’economia che ora vede la luce in fondo al tunnel, ma che si ritrova sulle spalle il peso di mesi di chiusura. Con danni enormi.

«Abbiamo speso oltre 10mila euro in due mesi, senza incassare. Abbiamo richiesto un finanziamento al Credito sportivo, ma chissà se arriverà e, soprattutto, quando arriverà», racconta Cecilia Antonini, di Gemini Centro Fitness.

«Ho rimesso 50mila euro in due mesi. Praticamente – prosegue Bertini – ho finito tutto quel gruzzolo che avevo messo da parte attraverso il lavoro della palestra. Le scorte sono terminate. O ricominciamo a lavorare, o sarà davvero difficile poter ripartire. E se in autunno dovesse ripresentarsi il virus con forza, e arrivasse di nuovo un provvedimento di chiusura, sarebbe una catastrofe».

E i mesi andati perduti? La normativa prevede la possibilità, da parte delle palestre, di rimborsare i clienti con un voucher per i mesi di mancata attività. Può essere utilizzato dal cliente danneggiato dallo stop a causa del virus, oppure da un’altra persona da lui indicata. Il sistema dei voucher, però, è ancora allo studio dei centri fitness, che stanno cercando di capire come poterlo applicare al meglio. Nel frattempo, le ferie estive sono destinate a finire nel cassetto dei ricordi. «In ferie? Neanche per sogno. Quest’estate – conclude Bertini – credo proprio che saremo tutti aperti». —

T.S.

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