Gioco
«Cattolico democratico con radici antifasciste»
livorno
Gli antifascisti dell'Anppia «partecipano al cordoglio per la scomparsa di Giorgio Kutufà», l’ex leader politico cattolico democratico scomparso a 72 anni. L’associazione resistenziale, in una nota del presidente Renzo Bacci, lo ricorda come «uno dei soci di più lunga data»: era – afferma il direttivo – una «persona di convinzioni sinceramente democratiche ed antifasciste, ha attraversato la sua vita dando un fattivo contributo, come uomo politico, alla vita sociale e culturale della città». Non solo: «anche una volta cessata l'attività politica più diretta, ha comunque continuato ad essere presente, da semplice ma consapevole cittadino, nella vita della comunità con un suo contributo di idee».
L’Azione Cattolica ha postato il proprio ricordo di Luano Fattorini e Annamaria Casapieri. L’uno, medico, ex capogruppo di Città Diversa, ricorda «una lunga amicizia, dai salesiani da piccoli, al consiglio diocesano dei giovani di Azione Cattolica» fra «tanti incontri e riflessioni», incluse «le lunghe e profonde conversazioni telefoniche di questi ultimi giorni». L’altra ne ripercorre il contributo all’attuazione del rinnovamento ecclesiale sull’onda del Concilio nel segno «della cura, dell'attenzione amicale, tutto con equilibrio, in parole e in testimonianza: presente ma non ansioso per “le cose”, attento ma non invadente, pronto alla collaborazione e alla corresponsabilità, come un vero autentico cristiano del Concilio Vaticano II».
Renzo Ciacchini, ex consigliere comunale Dc, ritorna agli anni lontani all’Itc: «Giorgio spesso indossava un vestito completo chiaro a quadri tipo “principe di Galles” e sempre portava con sè oltre ai libri anche due giornali “il Tirreno” e “il Corriere della Sera”: era del tutto inconsueto fra i ragazzi sotto i 18 anni. Inutile dire che lo studente Kutufà fosse molto bravo, anzi un’eccellenza di bravura». Ciacchini ricorda i percorsi in parte paralleli nel laicato giovanile della diocesi e nella Dc: «Voglio solo ricordare le sue naturali doti di tolleranza e di ascolto degli altri, di mediazione e di tessitore di accordi, di credere nella forza della democrazia e della libertà, di stare pervicacemente dalla parte dei più deboli insomma di essere nella sua più profonda essenza un cattolico democratico». —
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