Il Tirreno

Livorno

Sporcizia e degrado al parco di via Torino «Vogliamo le multe»

MARIO DEL GRANDE*

La lettera di un residente del quartiere «Da qualche giorno qui situazione critica» 

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la lettera

MARIO DEL GRANDE*

Stamani alle 9 (ieri mattina per chi legge ndr) sono uscito nel parco di via Torino, in Coteto, con il cane ed ecco quanto ho trovato: cartacce e bicchieri di plastica dappertutto, i cestini dell’immondizia strapieni di decine di bottigliette di birra, il canestro di un tabellone divelto. Tutto questo grazie al solito gruppo di... come vogliamo chiamarli? Esuberanti giovani livornesi?

Io dico di “giovani idioti livornesi”, che dalle ore 23 circa e fino a tarda ora hanno gozzovigliato nel parco, complice forse la riapertura parziale (solo per l’asporto) del vicino pub, in barba all’educazione e al distanziamento sociale. Io mi chiedo a che cosa serva parlare di controlli delle forze dell’ordine quando regolarmente in questa zona succede questo e a volte anche peggio!

Ieri per esempio un’autopattuglia dei carabinieri si è soffermata per circa un’ora verso le dieci: giusto il tempo per fermare un’auto con tre persone a bordo e poi limitarsi a rimanere lì parcheggiati fino alla ripartenza (nelle stesse ore in realtà sono stati arrestati i due spacciatori di cui si parla nell’articolo a destra ndr). Ma che senso ha un controllo di quel genere e in quell’ora, quando anche i bimbi vedono che nel parco ci sono sì e no quattro cani con relativi padroni e qualcuno che fa jogging? Perché i controlli non vengono fatti dalle 15-16 in poi? Ieri (venerdì per chi legge ndr) verso le 17 qui sotto sembrava di essere ad una Festa dell’Unità dei vecchi tempi!

E ora che, con la prossima riapertura, verranno contingentati gli accessi ai ristoranti/pub, non è che vedremo trasformarsi i parchi in luoghi dove poter gozzovigliare in libertà, come è successo ieri sera (venerdì sera per chi legge ndr)? Ora, dato che per questi ignoranti disgraziati non possono essere applicati i buoni rimedi di una volta (i famosi “storcidi’ollo” e tante pedate nel didietro), sennò poverini si traumatizzano e chiamano il Telefono azzurro, perché non utilizzare il deterrente che fino a ora ha funzionato così bene, ovvero una buona dose di multe salate? Cosa ci vorrebbe a intervenire con un paio di pattuglie e stangarne qualcuno per impartire una lezione al resto del gregge? Oltretutto sarebbero quattrini che risarcirebbero, almeno in parte, i danni che fanno alla comunità. —

* Residente di Coteto



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