Gioco
Caffè gratis ai volontari Il gran cuore di Stefano «Siamo una famiglia»
Il barista opera all’interno dell’associazione Radio Club Fides «Ho vissuto due mesi in prima linea, se ci penso piango»
LIVORNO
Piange. Poi sorride. Si commuove. «Ho visto tutto da vicino, dal pronto soccorso dell’ospedale. Scene che non dimenticherò mai». Stefano Falleni stringe tra le mani la divisa da volontario del Radio Club Fides, una delle tane realtà che compongono il tessuto associativo della città. È un volontario, ma anche un barista. Titolare del bar Montegrappa, al civico 81 di via Fiume.
Domani riaprirà i battenti dopo due mesi di chiusura a causa dell’emergenza coronavirus. E riaprirà nel segno della solidarietà. «Offrirò un caffè a tutti i volontari. Sarà un modo per rivederli, anche a distanza, per incrociare di nuovo i loro occhi. Nei due mesi di chiusura del bar ho presto servizio in svariati contesti, dalla consegna delle mascherine alla tenda di fronte al pronto soccorso dell’ospedale di Livorno. Insieme agli altri volontari abbiamo condiviso momenti delicati, pieni di paura e di stanchezza. Siamo un’unica famiglia». Stefano sta dietro il bancone del bar insieme alla moglie, Letizia Zucchelli. «Per fortuna non abbiamo dipendenti, e abbiamo ricevuto il sostegno di 600 euro dall’Inps. Siamo in difficoltà, ma per ora riusciamo a rimanere a galla. Anche se ci sono le bollette da pagare, l’affitto e tante altre spese», spiega Stefano. I problemi ci sono. E anche le paure sono parecchie. Ma Stefano ha una certezza. «Voglio rivedere i volontari di Livorno, di tutte le associazioni. Abbiamo condiviso uno dei momenti più tristi della nostra città e del nostro Paese».
Stefano Falleni parla della sua avventura da volontario, del suo passato nella Protezione civile. Racconta e si blocca. Le lacrime gli bagnano il volto. «Ogni volta che ripenso agli ultimi mesi piango. Sono emozioni forti. Che lasciano il segno. Vedere le persone trasportate nei reparti Covid, le ambulanze. Ora si rivede un briciolo di normalità – conclude – ne abbiamo tutti bisogno». —
TOMMASO SILVI
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