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Agente picchiato dopo l'assembramento. Il questore: «Autorizzo l'uso dei caschi protettivi»
Livorno, parla Suraci: «I nostri ragazzi rischiano il contagio e perfino le botte. Giusto agire in tenuta speciale come per l’ordine pubblico»
LIVORNO. «Sono veramente dispiaciuto per quanto accaduto al nostro agente. In questi casi mi sembra giusto usare tutti i dispositivi di protezione individuale possibili, come i caschi tipici dei servizi di ordine pubblico. I nostri ragazzi non possono rischiare il contagio da coronavirus e perfino le botte quando intervengono in situazioni così delicate. Io ne autorizzo naturalmente l’uso in caso di sicurezza: l’equipaggiamento di fatto c’è già per la Squadra volante».
A parlare, dopo l’aggressione che ha visto un poliziotto al pronto soccorso con 21 giorni di prognosi dopo l’aggressione da parte del muratore peruviano di 29 anni in piazza Caproni, è direttamente il questore Lorenzo Suraci. «Nei casi dove c’è il rischio di corpo a corpo – puntualizza il capo provinciale della polizia, nonché responsabile dell’ordine pubblico – bisogna essere ancora più protetti del solito. Non bastano le mascherine Ffp2, ma autorizzerò anche l’uso dei caschi protettivi. In questi ultimi mesi, fra l’altro, gli agenti stanno facendo un grandissimo lavoro, rispondendo alle tantissime segnalazioni che arrivano al 113 sugli assembramenti. Le chiamate sono moltissime, anche quando le persone sono oltre il metro di distanza consentito. Rivolgersi a noi va benissimo e i cittadini devono naturalmente continuare a farlo, ma chiedo ai livornesi di usare il servizio con più raziocinio, perché veramente siamo stati sommersi di telefonate e tante volte è successo che la situazione descritta si rivelasse un falso allarme».
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