Toscana
Visite via computer per i malati ematologici grazie all’aiuto dell’Ail
Livorno, il primario Enrico Capochiani: «Grazie al teleconsulto possiamo essere in contatto con tutti i nostri pazienti»
LIVORNO. Due computer, un notebook e un hotspot mobile, oltre a due termoscanner, sono stati donati dall’Ail, l’associazione italiana Leucemie, al reparto di Oncoematologia dell’ospedale di Livorno. «In un momento storico in cui è difficile rimanere in contatto con i pazienti, questi strumenti faciliteranno i nostri interventi di telemedicina e i nostri servizi in generale - ha evidenziato Enrico Capochiani, direttore della Ematologia dell’Asl Nord Ovest -. Gli ultimi due mesi hanno dimostrato quanto sia importante entrare in contatto con i pazienti superando le difficoltà degli spostamenti attraverso servizi di telemedicina, teleconsulto e visite a domicilio per via telematica».
«Tutto questo - ha aggiunto Capochiani - ci ha consentito nelle difficoltà di mantenere con i pazienti un rapporto continuativo tramite la telemedicina e lo smart working sanitario. Il nuovo materiale donato dall’Ail garantirà ulteriormente il nostro servizio e farà in modo che l'attività clinica non subisca troppi cambiamenti rispetto al passato».
Capochiani ha voluto lanciare un monito alla popolazione: «L'attenzione nei confronti della pandemia deve rimanere alta perché abbiamo sempre a che fare con una malattia infettiva virale altamente contagiosa diffusiva per via aerea e il rischio maggiore è proprio quello di abbassare la guardia. Il fatto che Livorno sia stato meno colpita di altre non deve far pensare ad una sorta di immunità».
«La nostra associazione - ha commentato il presidente della sezione livornese dell’Ail, Alessandro Baldi – è da sempre al fianco di un reparto che deve essere considerato una vera e propria eccellenza nel panorama sanitario locale. Con questa donazione consolidiamo un rapporto alimentato ogni giorno grazie alla disponibilità e professionalità non solo del primario, ma anche dei tanti operatori che vi lavorano. Non sono diventati eroi adesso, ma sono grandi professionisti da sempre. Grazie alla generosità di tanti nostri sostenitori rispondiamo al nostro ruolo al servizio della sanità e soprattutto dei pazienti del reparto».
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