Gioco
Ok al modello Liguria «Ma vogliamo garanzie sulla responsabilità»
LIVORNO
Le linee guida inviate al comune, che sono un po’ l’abc ovvero il sistema di regole con le quali i bagni livornesi vogliono riaprire in sicurezza, sono in attesa di “vidimazione” ma se non altro - come spiega Andrea Picchi alla guida dei Bagni Roma - tengono conto della specificità della costa livornese e dei loro stabilimenti. Che non hanno superficie in metri quadrati nè tantomeno la possibilità di “allargarsi” sulle spiagge. Anche per Picchi i protocolli Inail, così come concepiti, sono inapplicabili a meno di non incidere pesantemente sul profilo economico del bagno. Ma Picchi è preoccupato anche di un altro aspetto, quello della responsabilità penale. Con il covid-19 non ancora completamente debellato, con protocolli di sicurezza stringenti, chi paga se succede qualcosa? «Come titolari dei bagni vogliamo garanzie», dice. Sul distanziamento fra gli ombrelloni invita a guardare al modello Liguria. «La Regione ha già deciso d’intesa con le associazioni di categoria. Bisognerebbe avvicinarsi a quelle linee d’indirizzo. La Liguria, per certi versi, ha affinità con il tratto di costa livornese». P.S: in Liguria è stato stabilito di tenere a 3 metri la distanza fra un ombrellone e l’altro. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
