Gioco
Sostenere le imprese abbattendo i canoni e realizzando le opere
LIVORNO
Sostenere le imprese portuali e dare corso alle infastrutture. Lo chiedono il segretario generale e quello di presidio della Cisl Sefano Boni e Dario Pierfederici. «A causa della pandemia, nei primi mesi del 2020 - scrivono - il porto ha registrato un calo drastico del traffico da crociere che oggi si è completamente azzerato, una forte riduzione dei traghetti (-45%) e un’ulteriore riduzione del traffico dei container (-15%) rispetto al 2019; in calo (-24%) anche tutte le tipologie di navi ormeggiate: in termini di attracchi siamo passati dai 1800 del 2019 ai 1.400 del 2020. Una situazione che si ripercuote in maniera diretta sui lavoratori portuali, attraverso un utilizzo a volte non regolato del lavoro, col ricorso allo straordinario, con turni comandati giornalmente e con riposi spesso saltati. Una situazione determinata principalmente dal Covid-19 e quindi dal mancato utilizzo dei lavoratori ex art 17 (Cooperative di lavoro autorizzato e temporaneo)» Fit-Cisl chiede un presenziamento costante da parte dell’Autorità di Sistema Portuale. «Quest’ultima deve vigilare rispetto ai protocolli di sicurezza condivisi che devono essere la base di riferimento per poter lavorare in tranquillità e anche per fare in modo che l’organizzazione dei turni di lavoro da parte delle imprese non abbia il solo obiettivo del risparmio, mentre invece è necessario fare riferimento alle regole esistenti e ai contratti vigenti». Una situazione che mette a rischio circa 150 lavoratori diretti e altri 50 stagionali che non vedono futuro davanti a loro.
Per la Cisl è “ fondamentale sostenere le imprese attraverso contributi finalizzati al sostenimento dei costi per adeguare gli impianti e per le protezioni individuali dei lavoratori, rivedere o abbattere i canoni demaniali e allo stesso tempo ragionare per mettere in campo, in materia di sicurezza». Sugli investimenti serve “realizzare lo scavalco ferroviario, opera finanziata con 27 milioni che collegherà direttamente il porto con l’interporto, la rete ferroviaria nazionale e il corridoio europeo-scandinavo-mediterraneo e che dovrebbe essere terminato entro il 2022; realizzare il micro-tunnel, per una spesa di 6 milioni, che collega la raffineria Eni con la Darsena Petroli, e consentirà l’allargamento del canale di accesso da 90 mt a 120 mt permettendo l’ingresso in porto di navi con maggiori dimensioni; realizzare e accelerare l’iter per inizio dei lavori della piattaforma Europa e altri interventi importanti». —
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