Il Tirreno

Livorno

il direttore ciapini 

Confesercenti, isola felice: partiti presto hanno già pagato tutti

Mauro zucchelli

Cinque addetti in cassa, ma le previsioni non sono buone «I nostri imprenditori temono un avvio stentato»

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Il sistema Confesercenti come imprese di servizi ha chiesto la cassa integrazione Covid per cinque addetti. «Sono già stati liquidati», dice il direttore Alessandro Ciapini. «Così come devo dire che è accaduto al 90% dei nostri associati». Eppure non si sente altro che una gran lamentazione per i ritardi nell’erogazione dei soldi. «Forse è andata bene perché abbiamo fatto tutto con particlare celerità: siamo partiti subito e in una settimana siamo stati in grado di presentare gli incartamenti». Tutto bene? Nient’affatto. Ciapini vede nella riapertura un rebus tutto ancora da risolvere. «Quel che spaventa i nostri imprenditori – avverte Ciapini – non è il fatto che all’inizio la domanda possa stentare e il mercato ci metta un po’ a ritornare alla normalità. L’abbiamo messo nel conto e vedremo passo passo come uscirne».

Il direttore dell’organizzazione punta il dito: «Le nostre piccole imprese temono l’incertezza più di ogni altra cosa e in questo momento non c’è nessuno che dica con precisione in che modo si riapre senza ritrovarsi a fare i conti con una pioggia di guai». Quali? Il riferimento è soprattutto al pericolo di richieste di risarcimento per i motivi più vari «e magari con le assicurazioni che si chiamano fuori perché c’è un gancino messo male». Senza contare che, a seconda della tipologia di attività, «si rischia che sia antieconomico riaprire un ristorante, dunque convenga limitarsi al servizio di asporto. Risultato: basta la manodopera familiare e non c’è più da assumere tanti camerieri» . —

Mauro zucchelli

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