Gioco
«I bambini indossino le mascherine per non diventare gli untori di domani»
Paolo Biasci: «Il rischio che con la riapertura delle scuole si riaccendano focolai è molto alto Noi pediatri possiamo prescrivere i tamponi, serve il vaccino anti-influenzale per tutti fino a 6 anni»
LIVORNO
«Dobbiamo proteggere i bambini insegnando loro ad indossare le mascherine, anche per tutelare tutto il mondo di relazioni sociali che ruota intorno ai più piccoli. Il rischio che siano gli untori di domani e che, una volta riaperte le scuole, si riaccendano nuovi focolai, è molto alto. È necessario che genitori e figli riprendano con gradualità ma in sicurezza la vita sociale, ad esempio andando a trovare i nonni».
Paolo Biasci, pediatra livornese e presidente nazionale della Federazione italiana medici pediatri guarda alla fase due e tre.
«Dobbiamo preparare la fase 3 per gestire il cambiamento e non esserne sopraffatti - aggiunge Biasci -, con percorsi specifici per il Covid 19 in età pediatrica e regole chiare sull’ammissione a scuola, la quarantena da rispettare, i tamponi da eseguire, il tracciamento e gli esami cui sottoporre l’intera rete familiare o sociale».
TAMPONI AI BIMBI
Biasci insiste su un tema che sta particolarmente a cuore ai pediatri: l’importanza del tampone nei bambini, anche per il loro ruolo di sentinelle della presenza del virus in famiglia. E rivendica il ruolo dei pediatri nella prescrizione diretta del test ai piccoli pazienti.
«Vogliamo poter prescrivere i tamponi e somministrare i vaccini ai bambini, come già avviene in alcune regioni. Abbiamo la forza di una rete diffusa, capillare ed efficiente di pediatri di famiglia. Perché non usarla, proprio ora che ci si avvia verso una possibile riapertura delle scuole, per testare e tracciare i contagi, monitorare i cluster familiari, individuare nuovi focolai ed evitare il riaccendersi dell’epidemia di Covid-19?».
vaccini influenzali per tutti i bimbi
La questione bambini è una delle principali sul tavolo del Covid, perché sono considerati molto importanti nell’ottica di diffusione del virus. I pediatri tornano a battere un tasto che Biasci aveva già chiarito sul Tirreno: l’importanza del vaccino anti-influenzale almeno fino ai 6 anni.
«Questo è il momento in cui si decidono i quantitativi di dosi di cui disporremo. Dobbiamo guardare alla Fase 3, immaginando che una nuova ondata di Covid-19 possa non essere clinicamente distinguibile dall’influenza stagionale, specie nel setting extraospedaliero iniziale - spiega il numero uno dei pediatri italiani -. Il virus influenzale nella fascia d’età 0–14 anni (la più colpita) ha un’incidenza del 26% (con una forbice che va dal 12 al 40%). Crediamo sia opportuno praticare la vaccinazione anti-influenzale nei bambini a rischio e in quelli sani fino a 6 anni».
«Sempre pensando a una difficoltà di diagnosi differenziale - aggiunge -, sarebbe opportuno mantenere anche la protezione contro il Rotavirus, data la possibile presentazione clinica del Covid-19 con manifestazioni gastroenteriche». —
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