Il Tirreno

Livorno

Garufo: «Regole assurde dell’Inail Così si decide la fine delle attività»

A.R.
Garufo: «Regole assurde dell’Inail Così si decide la fine delle attività»

L’assessore: «Si può riaprire in sicurezza. Noi proviamo a snellire le procedure» 

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L’intervista

Allora assessore, da lunedì si riapre?

«Intanto mi sembra di capire che la Regione procederà con aperture scaglionate. Prima i negozi al dettaglio, il 21 estetisti e parrucchieri, il 25 bar e ristoranti».

Ci sono rigidi protocolli di sicurezza da rispettare...

«Importante è aprire in sicurezza, ma non si poteva aspettare oltre»

Molti commercianti ritengono che le misure per ripartire sono troppo severe.

«Già con questa situazione per molti la ripresa sarà difficile. Noi come Comune abbiamo preso una serie di misure di una certa forza».

Basteranno?

«E’ chiaro che sono decisive le risorse che il governo metterà in campo. Su questo aspetto il governo è andato troppo oltre. Se i ritardi sono legati a beghe politiche nella maggioranza questo è inaccettabile perché c’è in gioco la pelle di milioni di persone».

Il Comune ha fatto una manovra di 8 milioni. Quanti vi aspettate che arrivi da Roma?

«Noi abbiamo sospeso la Tari per il periodo dell’emergenza Covid, taglieremo la parte variabile, ci sono le misure sulla Tosap, l’abolizione della tassa di soggiorno, lo slittamento al 2021 di quella sui bus turistici. Dal governo potrebbero arrivare 6-7 milioni che ci consentirebbero di mettere in campo altre misure. Ma aspettiamo di conoscere i contributi per gli affitti, i tagli sulle bollette fino al 75% e gli altri provvedimenti annunciati».

Come concilierete sicurezza e ripresa delle attività?

«Stiamo lavorando con le associazioni di categoria affinché le misure prese siano rispettose della sicurezza di tutti ma comunque flessibili. Ci deve essere elasticità. Alcune imprese rischiano di pagare costi aggiuntivi. Sotto questo aspetto i protocolli dell’Inail per ristoranti e bagni sono assurdi. Così si vuole decretare la fine delle attività».

Si spieghi

«Faccio l’esempio dei bagni livornesi. Gli stabilimenti si sono dotati di protocolli stringenti. Con i distanziamenti previsti per molti di lavoro riaprire in sicurezza rischia di diventare un’impresa. Le distanze fra ombrelloni? Il distanziamento vero deve essere fra le persone. Mi auguro ci possa essere un ravvedimento».

Il disciplinare che approverete per dare la possibilità alle attività di somministrazione di ampliare il suolo pubblico può aiutare?

«Vogliamo compensare la perdita di posti interni con maggiori possibilità di sistemare tavoli all’esterno. Questo peraltro in deroga alle disposizioni che prevedono la somministrazione in prossimità dell’attività, garantendo fino a 150 metri di distanza. Inoltre questi aumenti saranno gratuiti, come la Tosap che non si pagherà da giugno a ottobre. Oltre a questo semplificheremo le procedure. Poi bisognerà tornare ad affrontare i temi del rilancio: dal nuovo piano del commercio su aree pubbliche, agli investimenti sull’area mercatale fino all’innovazione tecnologica che molti hanno sperimentato in questo periodi di crisi ma che potrà essere un prezioso strumento per migliorare l’offerta e assicurare sana concorrenza». —

A.R.

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