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Nel paradiso verde del Castellaccio tutto pronto, pure i bond

Nel paradiso verde del Castellaccio tutto pronto, pure i bond

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Ghinè Cambrì Hostaria Enoteca, al Castellaccio, ha inaugurato con la nuova gestione a metà febbraio. Appena il tempo di farsi apprezzare da clienti vecchi e nuovi ed è arrivato il lockdown. Sergio Gracci, veterano della ristorazione, titolare del Ghinè, come tanti suoi colleghi si è rimboccato le maniche e si è organizzato per far fronte in qualche modo alle difficoltà «e tenere i fornelli accesi». Così si sono dedicati alla consegna a domicilio, anche con un certo successo, ed hanno inventato i Ghinè Bond, ossia la possibilità, presentando lo scontrino del cibo acquistato a domicilio, di poter “riscattare” la stesa cifra per una cena al ristorante, quando fosse stato aperto. Ecco, ora ci siamo, e finalmente lunedì Ghinè Cambrì riaprirà le porte ai clienti. Come vi siete organizzati? «Partendo dal presupposto che ancora non sono arrivate le linee guida, il che certo non facilita le cose in questo momento di confusione generale - risponfe Gracci - noi ci siamo preparati basandoci su quello che è trapelato. Intanto abbiamo un bellissimo spazio all’aperto e lì abbiamo potuto mettere tavoli distanziati. All’interno abbiamo eliminato metà dei tavoli è possiamo mettere a sedere una trentina di persone. Poi abbiamo fatto il percorso all’ingresso, acquistato tutto il necessario per la sanificazione, coperchi per i vassoio e i piatti per il percorso dalla cucina al tavolo, cartelli e distanze per i bagni, Lunedì apriremo e speriamo che le cose ripartano da dove si sono interrotte». —

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