Gioco
«Coi tavoli a due metri il ristorante sarà vuoto ma il plexiglass mai»
LIVORNO
«Una cosa è sicura: il plexiglass tra un tavolo e l’altro da Galileo non ci sarà mai. Preferisco chiudere». Leonardo Piagneri, erede di Ivo e patron del ristorante di via della Campana, per adesso non apre: «Non sicuramente il 18 maggio - dice -. Ci avevano detto il primo giugno e ci stavamo organizzando per quella data. Poi da un giorno all’altro ci dicono che forse si potrà riaprire due settimane prima. Però non ci spiegano come. Vediamo se riusciamo ad anticipare di qualche giorno ma il 18 è impossibile: mi dispiace perché vedo che la gente ha voglia di mangiare fuori, da quando è arrivata la notizia della possibile ripartenza stanno telefonando in tanti, ma io riapro quando ci sono le condizioni, sto aperto se posso dare un servizio all’altezza».
Da Galileo il problema principale è quello relativo ai coperti: «Sanno che cosa significa 2 metri da tavolo a tavolo? Significa avere il ristorante vuoto. Fanno prima a dirmi di non aprire nemmeno. Ho 60 coperti, con due metri da tavolo a tavolo ci metto 15 persone. Dunque per stare aperto secondo loro dovrei fare l’asporto: ma noi siamo ristoratori, non siamo gastronomia, rosticceria, delivery, con tutto il rispetto per queste attività. La ristorazione è un mestiere, io sono tra quelli che se posso tengo duro e quando riapro faccio il ristorante. L’asporto non lo faccio».
Piagneri punta alla possibilità di allargarsi all’esterno: «Ma anche qui mi aspettavo che togliessero la burocrazia per l’occupazione del suolo esterno, e invece finora sono state dette solo parole - accusa il titolare di Galileo -. Hanno parlato solo per coloro che hanno già i tavoli fuori di ampliare ma non hanno detto chi non ce l'ha cosa deve fare. Non ci sono solo le tasse per l’occupazione del suolo pubblico, c’è la richiesta del permesso che costa almeno 500 euro e per fare un allestimento decoroso in uno spazio di 10 metri per due spazio, mi ci vogliono 3000 euro di pedana. Se non ci facessero pagare la tassa nemmeno la prossima estate ammortizzeremmo la spesa in due anni». —
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