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Cinghiali vicino alla strada del Castellaccio: «C’è pericolo, catturiamoli»
Livorno, sono tre (uno è ferito) e rappresenterebbero un pericolo per la circolazione: «Disponibili a trasferirli in un centro, basta che non vengano uccisi a fucilate»
LIVORNO. Rischiano ogni giorno di finire sotto le auto o, peggio ancora, di disarcionare i centauri in moto. Tre cinghiali, di cui due maschi e «un terzo ferito di cui non riusciamo a capire il sesso», da giorni stanno scorrazzando in lungo e in largo nei terreni attorno alla strada del Castellaccio, dove ci sono i ristoranti, «creando problemi anche alle coltivazioni circostanti e ai giardini dei residenti, che sono letteralmente infuriati», spiegano dalla sezione livornese dell’associazione Anpana, il collettivo di via Mastacchi a sostegno degli animali che ogni giorno riceve le segnalazioni dalle forze dell’ordine e dai cittadini e salva o recupera cani, gatti, volatili e altre specie in difficoltà.
In questo caso l’emergenza è sulle colline livornesi, con i tre cinghiali che stanno creando non pochi problemi alla circolazione stradale. Tanto che gli animalisti, quasi con un loro presidio fisso in zona, stanno cercando di catturare «quanto meno uno dei tre animali, perché ha una zampa posteriore ferita e vogliamo curarlo per poi rimetterlo in libertà».
Ma la speranza dei volontari livornesi è che la Regione Toscana – l’ente comprensoriale responsabile per la fauna selvatica e l’agricoltura – dia subito loro una risposta certa e consenta a chi catturerà i tre cinghiali di poterli spostare in sicurezza in un altro luogo, magari un’oasi protetta. «Noi siamo a disposizione per cercare di catturarli – spiega il presidente della sezione livornese dell’associazione, il volontario Franco Fantappiè – anche se da soli farlo sarà difficilissimo. In ogni caso possiamo anche renderci disponibili ad aiutare chi sarà in grado di poterli rinchiudere nelle trappole senza far loro del male. Ma a una condizione: che non vengano trasferiti in un’azienda faunistico-venatoria, diventando quindi dei pungiball per i cani dei cacciatori».
Secondo il presidente di Anpana Livorno, infatti, «se si richiede che vengano trasferiti in un altro posto, la Regione potrebbe decidere le aziende faunistico-venatorie del territorio come destinazioni finali». Una prospettiva che agli animalisti non piace assolutamente, «visto che renderemmo i suoi ultimi scampoli di vita crudeli». «Le vicissitudini ci insegnano che i cinghiali possono diventare prede dei cacciatori – prosegue Fantappiè – ma credo che spostandoli in un’azienda faunistico-venatoria sia ancora peggio, visto che li rendiamo prede facili dei cani. Non daremmo loro una morte onorevole, invece meritano rispetto».
I cinghiali, pericolosi per la circolazione stradale, adesso al Castellaccio non hanno paura: si avvicinano molto agli uomini perché cercano da mangiare. «Andrebbero allontanati per il loro bene e dovrebbero ritornare nei boschi, perché quello è il loro habitat naturale». E invece cercano di mangiare vicino alla strada, a poca distanza dai ristoranti: «Noi siamo disponibili anche ad accompagnarli fuori regione, basta dare loro un prosieguo di vita dignitoso – conclude Fantappiè – per questo aspettiamo presto lumi dalla Regione, prima che sia troppo tardi». —
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