Gioco
Santa Giulia nell’era Covid, a Montenero ma solo in 150 e processione simbolica
Allo studio con la prefettura un giro dei Fossi con la reliquia fino a raggiungere dalla Fortezza Nuova la statua della Madonna dei Popoli
livorno
Nelle altre diocesi la Chiesa avrà da lunedì 18 una settimana di rodaggio per far decollare la riapertura prima della prova del fuoco delle messe domenicali, Livorno no: venerdì 22 c’è la festa di santa Giulia che ogni anno richiama in duomo più di mille persone. Il vescovo Simone Giusti ha in programma la celebrazione di una messa sul sagrato del santuario di Montenero seguendo le regole del distanziamento: un posto ogni tre, una capienza massima di circa 150 posti. Appuntamento al mattino per una partecipazione che sostanzialmente prevede di esser circoscritta il più possibile a sacerdoti e diaconi.
Ieri mattina il vescovo e i suoi collaboratori hanno compiuto un sopralluogo per mettere a punto gli ultimi dettagli. Se gli anni scorsi i fedeli si concentravano in duomo e le altre chiese restavano chiuse, stavolta accadrà l’opposto per evitare assembramenti: la messa per i fedeli è prevista nel pomeriggio, ciascuna parrocchia la celebrerà per conto proprio per suddividere quanto più possibile il numero di partecipanti.
Quanto alla processione, ovviamente la tradizione prenderà forme ben diverse dal passato. La curia è in contatto con la prefettura per definire insieme al mondo del Palio marinario una sorta di processione simbolica con un grosso gozzo che dalla Fortezza Nuova dovrebbe percorrere i Fossi e sboccare nel Porto Mediceo fino a raggiungere la statua della Madonna dei Popoli e poi la banchina della Capitaneria di porto. —
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