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Livorno

a partire da lunedì 

Porto, meno traffici e alla Tdt parte la cassa integrazione

Mauro Zucchelli
 Porto, meno traffici e alla Tdt parte la cassa integrazione

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LIVORNO

La cassa integrazione prevista per l’emergenza coronavirus scatta da lunedì alla Tdt, il principale polo contenitori del porto di Livorno (e uno dei primi 25 del Mediterraneo): riguarderà tutti i poco meno di trecento addetti, oltre 150 dei quali al lavoro in ufficio come impiegati e quadri, i restanti quasi 130 inquadrati in mansioni operaie. Ma questo non significa il blocco totale dell’attività della sponda ovest: quest’ “ammortizzatore Covid” è stato previsto dal governo come una sorta di rubinetto da aprire a seconda delle necessità chiamando al lavoro di volta in volta i dipendenti necessari e lasciando a casa gli altri con la copertura della “cassa”.

La cosa non arriva come un fulmine a ciel sereno: qualcosa del genere è avvenuto anche in altri terminal contenitori di primaria rilevanza a Trieste, a La Spezia o a Genova. Non solo: la proprietà di Tdt (Gip controllata dai fondi internazionali Infracapital e Infravia) l’ha fatta partire anche nel terminal che ha sulle banchine genovesi. Interpellato dal Tirreno, il presidente di Tdt Giulio Schenone conferma che effettivamente la società ha chiesto l’attivazione della cassa integrazione. Quanto alle modalità, saranno oggetto del confronto con le rappresentanze sindacali interne e con le segreterie territoriali delle organizzazioni di categoria: se ne discuterà lunedì mattina. I sindacati per ora si limitano a confermare l’incontro.

Secondo quanto viene riferito, l’azienda – guidato dal direttore generale Marco Mignogna – integrerà l’importo della cassa integrazione fino a raggiungere il 100% della busta paga e anticiperà l’erogazione ai lavoratori così da evitare che siano i dipendenti a subire il contraccolpo del mese di ritardo con cui di solito i soldi della “cassa” arrivano concretamente nelle tasche dei lavoratori.

«Il lockdown è partito nella prima decade di marzo, abbiamo retto due mesi – dice Schenone – dando fondo a azzeramento di straordinari e smaltimento di ferie con una accurata revisione dei costi interni e esterni. A questo punto abbiamo deciso di utilizzare lo strumento che il governo mette a disposizione: durerà 9 settimane. Abbiamo cercato di farlo, per così dire, in punta di piedi: di fronte a un calo dei traffici nell’ordine del 30% e con l’orizzonte caratterizzato da una forte incertezza». —

Mauro Zucchelli

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