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Alle imprese non arrivano i soldi promessi La Cna lancia l’allarme: così non si riparte
Il direttore Talini: «Le procedure non sono veloci e snelle come aveva annunciato il governo, la burocrazia ha la meglio»
LIVORNO
«Alle aziende livornesi non sta arrivando la tanto sbandierata liquidità promessa con i 25mila euro”. Questa la denuncia che arriva dalla Cna. «Così non va, e senza soldi in cassa le piccole e medie imprese non ripartiranno - spiega Dario Talini, direttore della Cna di Livorno - E’ incredibile, ma siamo appena al 2-3% delle erogazioni, rispetto alle domande presentate. Come potranno le aziende far fronte ai pagamenti dei fornitori e dei dipendenti per riaprire le attività? Gli oltre due mesi di lockdown hanno prosciugato le già magre risorse delle aziende livornesi che già, dobbiamo sottolinearlo sempre, vivevano una economia etichettata a ragione come a crisi complessa. Si è creata una strozzatura a livello di sistema bancario che deve essere sbloccata in ogni modo».
Per Cna questa è tutto tranne una misura snella, rapida e veloce per dare ossigeno alle imprese, come era stata annunciato dal governo: «Vero è che è mancata la deroga o abrogazione di alcuni principi fondamentali della valutazione del merito creditizio - vanno avanti Talini e Paolo Garzelli coordinatore sindacale di Cna - vero è che il portale del Fondo di Garanzia ha un sistema di inserimento dei dati farraginoso, ma è anche vero che le banche hanno adottato ognuna procedure diverse e cambiandole anche più volte, ognuna dà interpretazioni diverse, ognuna chiede documentazione diversa alle aziende, ma soprattutto non c’è stata una logistica adeguata a ricevere ed esaminare la prevedibile mole di domande da parte delle imprese assetate di liquidità. Il tutto poi deve passare all’esame del Fondo di garanzia, che però viaggia alla velocità di circa 30mila delibere a comitato».Insomma, ancora una volta «il mostro burocrazia ha la meglio sugli interessi delle imprese, ma un mondo con le regole e le pastoie di prima non è più sopportabile - si spiega ancora - in momenti eccezionali servono davvero interventi e regole eccezionali».
Ogni giorno la Cna raccoglie lamentele dagli imprenditori di Livorno, Cecina, Rosignano «che avevano confidato negli interventi promossi dal governo per dare liquidità alle imprese e che ci chiedono di sollecitare le banche affinchè velocizzino l’esame delle richieste di finanziamento sia affinchè esercitino al minimo l’enorme potere discrezionale che il decreto ha concesso loro». Al momento il risultato è scarso , con pochissime erogazioni. «Ricordiamo che non si tratta assolutamente di contributi a fondo perduto, ma di un finanziamento ad un tasso ragionevole garantito al 100% dallo Stato, quindi con zero rischi per le banche - va avanti la Cna - La potenza di fuoco annunciata dal governo sta andando invece a vantaggio delle banche e non delle imprese; servono invece importanti interventi a fondo perduto. Siamo in attesa di vedere nero su bianco i prossimi provvedimenti, perché le imprese non ne possono più degli annunci ad effetto, ma hanno invece bisogno di liquidità e di certezze. Come Cna stiamo cercando di accompagnare le aziende nel prendere le giuste scelte dal punto di vista finanziario; aggiungere debiti a debiti può essere molto rischioso, soprattutto in questo periodo; per alcune imprese può essere meglio analizzare la situazione complessiva e vedere se sfruttare altre misure messe in campo come una rinegoziazione dei finanziamenti esistenti spalmandoli su un tempo più lungo». —
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