Il Tirreno

Livorno

«Possiamo soltanto aspettare e sperare di lavorare presto»

«Possiamo soltanto aspettare e sperare di lavorare presto»

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LIVORNO

L’assenza di un input chiaro dal governo disorienta i balneari. Non sanno come comportarsi, come pensare la loro attività ai tempi del virus. «Cosa possiamo fare? Aspettare e sperare», dice Walter Ganni, titolare dei bagni Onde del Tirreno.

«La situazione è drammatica, soprattutto per la mancanza di direttive nazionali», dice ancora Ganni. La speranza comune è quella di non doversi trovare ad avere a che fare con restrizioni impossibili, soprattutto per quanto riguarda la diminuzione degli ombrelloni. Nei bagni della città i lavori vanno avanti. Un po’ di manutenzione, qualche ritocco qua e là, nell’attesa di sapere cosa succederà.

I balneari aspettano e scalpitano, vogliono cominciare la stagione, riabbracciare i clienti, tornare a sentire l’odore del mare e la voce delle persone che affollano gli ombrelloni. Anche se sanno che sarà tutto diverso. Un’estate diversa, sì, ma quanto diversa? «È quello che vogliamo sapere – prosegue Ganni – perché dobbiamo adeguarci e cominciare a prepararci. Non c’è più tempo da perdere. Siamo già indietro». Dal governo intanto non arrivano segnali. Silenzio. Tutto fermo. Anche il sindaco, Luca Salvetti, nell’incontro avuto mercoledì coi titolari degli stabilimenti, ha spiegato che anche l’amministrazione è in attesa delle direttive ministeriali sulla stagione estiva, che poi verranno assorbite dalla Regione e quindi messe in pratica, in modo specifico, dai vari comuni. —

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di Redazione web