Italia
«La città ha bisogno di un’estate “normale” Stringeremo i denti»
LIVORNO
L’emergenza virus fa emergere la solidità del rapporto tra i balneari e i clienti. In molti casi si tratta di amicizie vere e proprie, di legami che affondano le radici nel tempo.
«Se dovessi fare un conto rimarrei chiuso. È semplice. Non è conveniente ripartire, perché sicuramente potremo utilizzare meno ombrelloni, ci sarà un calo drastico degli incassi e forse anche meno gente al mare», dice Andrea Picchi, titolare dei bagni Roma. «Però non voglio lasciare la città in difficoltà. Le persone - prosegue - hanno bisogno dell’estate e di trovare i servizi a essa collegati». Ai bagni Roma ci sono 330 ombrelloni. Che quasi sicuramente subiranno un taglio in seguito alle restrizioni per evitare i contagi sulle spiagge.
«Speriamo di poter contare su almeno il 65% dei nostri ombrelloni, altrimenti diventa davvero difficile reggere l’urto. Sotto questa soglia rischiamo seriamente di andare in crisi», spiega Picchi, che intanto ha iniziato a organizzarsi acquistando materiale sanitario. «Ho ordinato termometri per misurare la febbre ai clienti e al personale, acqua ossigenata per sanificare le superfici, guanti e mascherine. Sarà una stagione tragica. Difficilmente apriremo a inizio giugno, e speriamo di poter sfruttare il bel tempo fino alla fine di settembre. Come gestiremo i clienti? È impossibile saperlo. Le nostre idee sono subordinate alle direttive del governo, che per il momento non ci sono». —
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