Il Tirreno

Livorno

Da oggi riapre il cimitero dei Lupi: il sollievo delle visite dopo due mesi

Roberto Riu
Da oggi riapre il cimitero dei Lupi: il sollievo delle visite dopo due mesi

Fino a ieri gli ingressi sono stati contingentati per cognome Sgomento al negozio di fiori: «Per noi grosse difficoltà»

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LIVORNO

Da oggi il cimitero comunale dei Lupi riapre definitivamente in battenti dopo il riavvio contingentato iniziato lunedì, nei primi tre giorni della settimana, in ordine alfabetico secondo le iniziali del cognome del visitatore. Si potrà perciò entrare liberamente nel normale orario di apertura e sarà accessibile anche il cancello secondario, sinora rimasto chiuso, in direzione del tempio cinerario: tutto ciò, secondo la normativa vigente, sempre nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di 1,80 metri e col divieto di assembramento. Quanti abbiamo interpellato all'uscita, si sono dimostrati sollevati perché finalmente hanno potuto salutare di nuovo i propri cari dopo due mesi di chiusura del camposanto. Visitatori soddisfatti anche dell'aspetto generale del luogo che appare ben curato con l'erba tutta tagliata lungo i vialetti e nei vari quadrati di sepoltura: «Qui ho la moglie – spiega Mario Regoli – i miei fratelli e le mie sorelle. Ho trovato abbastanza pulito, credevo fosse più abbandonato dopo quasi due mesi di chiusura. L'unico problema è che avendo i miei cari nei colombari della zona nuova, verso l'altra entrata, essendo il cancello ancora chiuso devo fare il giro del cimitero. Comunque ho novant'anni e vengo dalle Sorgenti a piedi. Ho lavorato per una vita come muratore partecipando, fra l'altro, alla demolizione ed alla ricostruzione della via Grande nel dopoguerra. Ho lavorato anche al monumento ai caduti civili di guerra situato in via Fiume vicino al Palazzo del Governo».

L'aspetto ben conservato del cimitero è stato apprezzato anche da Enrica Morelli: «È rimasto tutto a posto come l'avevo lasciato, sia dove è mia figlia che dove si trova la mia nonna, vicino a dove fanno i lavori, al Blocco 3».

C’era attesa per la riapertura, come sottolinea Rossella Soldani: «Sono qui per trovare i miei genitori ed i miei zii che sono nei colombari in direzione dell'Aurelia. E sono contenta che da domani (da oggi, n.d.r.) si potrà entrare tutti i giorni. Comunque i fiori non li mettiamo freschi perchè, se per qualche giorno non possiamo venire, è un problema e così preferiamo quelli finti. I fiori freschi li mettiamo solo a novembre oppure a Natale». E, d'altra parte, chi, ad esempio, aveva collocato vicino alla tomba del proprio familiare delle piante in vaso dopo due mesi di chiusura ha dovuto buttarle via. È il caso di Fabio Palandri: «Avevo messo lì due piante in vaso, sul pavimento sotto il loggiato, ma chiaramente dopo tutto questo tempo le ho trovate seccate. Comunque pazienza. Hanno fatto bene inizialmente a fare così, anche se d’ora in poi penso che non ci saranno problemi essendoci tanto spazio per stare distanziati».

«Ho comprato un'orchidea - racconta Mauro Rosi - Qui ho la moglie e più tardi viene la mia nipote e facciamo tutto il giro per andare a trovare mio fratello ed i miei genitori che sono dove stanno facendo dei lavori. Dopo due mesi sono finalmente riuscito a venire al cimitero».

Note molto dolenti sono venute infine dal negozio di fiorista “Emma” che si trova proprio all'entrata del cimitero: «Abbiamo riaperto lunedì – racconta Lina Salvadori – e siamo in grosse difficoltà. Ci hanno tagliato le gambe. Dopo la festa della donna avevamo fatto rifornimento perchè eravamo rimasti un po' sguarniti e dovevamo fare l'assortimento per la primavera. Solo che subito dopo c'è stata la chiusura. Avevamo acquistato quasi millecinquecento euro di fiori che abbiamo dovuto buttare via. E le seicento euro ricevute sono servite con un po' di aggiunta a pagare la gestione del negozio, mentre la nostra dipendente deve ancora avere la cassa integrazione». —

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