Il Tirreno

Livorno

Togliere le automobili significa “aprire” il lungomare alla gente

paolo rognini; * docente Università di Pisa
Togliere le automobili significa “aprire” il lungomare alla gente

Il viale Italia era la via del passeggio, celebrata da Goethe e Berkley Il modello Versilia con la pedonalizzazione serale è quello a cui ispirarsi 

3 MINUTI DI LETTURA





l’intervento

paolo rognini

Innanzitutto diciamo che le parole sono importanti.

Anziché “chiudere” alle auto direi “aprire”.

Aprire finalmente alla socialità, al muoversi - che adesso più che mai ha un senso in termini di salute e benessere. Un “bagno" all’insegna di una nuova sensorialità.

Aprire i polmoni, (evviva!), ritornando a sentire non più il nauseante scarico di auto e motorini, ma l’odore di mare, di alghe, di scoglio. Un odore che avevano notato i grandi personaggi, che nel passato si erano fermati a Livorno e di cui parlano nelle loro opere: “Il porto di Livorno era il primo che io visitavo da quando avevo lasciato l’Olanda e ne respiravo l’odore con una delizia che nessuna lingua può descrivere. Per diversi mesi ero vissuto in un’atmosfera di poesia e qui trovavo un’atmosfera di vita” racconta il famoso scrittore americano J.F. Cooper nel 1829.

E poi da Manzoni ad Hesse, da Gohete a Berkley, sì, il Berkley che ha dato il nome alla prestigiosa università. Tutti “fan” del lungomare livornese.

E poi aprire le orecchie. Non più il disturbante rumore del traffico, dei “cinquantini” smarmittati, delle moto di grossa cilindrata ma il fruscio del vento, le onde del mare che si infrangono sugli scogli, il mormorio delle persone che parlano, si incontrano. Un vociare piacevole che esprime l’entusiasmo e l’amore di un popolo, quello livornese, in cui scorre più acqua salata che sangue.

Ricordiamo che il viale Italia un tempo si chiama via del passeggio. E non a caso. Proviamo ad immaginarci uno spazio finalmente restituito alle persone non più ostaggio dei veicoli motorizzati. Il traffico, ovunque e da sempre, è fattore di compulsione alla velocità, di antisocialità, di stress.

Le moltissime città che affacciano sul Mare Nostrum, già da decenni hanno chiuso al traffico motorizzato. Senza andar tanto lontani, le località turistiche della Versilia, da Viareggio a Forte dei Marmi, chiudono al traffico tutti i giorni dalle 19 in poi, così come i fine settimana dove si può dare spazio a mercatini, street-food, spettacoli, giochi per bambini e tante altre manifestazioni artistiche e culturali.

Chi dice che pedonalizzare il lungomare è controproducente per il turismo non conosce le realtà che, della mobilità sostenibile a partire dalle proprie gambe fino ad arrivare alle bici, ai monopattini elettrici, ai ciclotaxi, hanno fatto il loro cavallo di battaglia nello sviluppo e nell'economia balneare.

Dunque, per riepilogare. “Modello-Versilia”: da giugno a settembre pedonalizzazione totale dalle 19 alle 1 e le intere giornate di sabato e domenica. Anche ai ciclomotori.

La zona interessata potrebbe andare da Piazza Mazzini a Barriera Margherita. Si potrà utilizzare lo spazio-parcheggio dello stadio, quello utilizzato per le partite di calcio. E l’accessibilità al lungomare potrà essere garantita da sistemi di “park and bike”, biciclette (anche elettriche) quadricicli e, per chi ha difficoltà di deambulazione, da un comodo servizio di navette elettriche.

Utopia? Chissà.



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web