Il Tirreno

Livorno

LA LETTERA

«Sindaco, permettici di usare piazza XX come spazio esterno di bar e ristoranti»

di Luca Pippan*
Luca Pippan sorridente con la moglie Chiara e il cantante Piero Pelù
◗
Luca Pippan sorridente con la moglie Chiara e il cantante Piero Pelù

Livorno, il titolare di Melafumo a Salvetti: «È il tuo popolo che chiede aiuto. Con tavolini e sedie, tutte le piazze diventeranno dei salotti all’aperto» 

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Egregio signor Sindaco, sono il titolare dell’Osteria Melafumo, sita in via Mentana 78 /80 a Livorno. Vorrei prima di dirti ciò che è un mio pensiero, ma credo condiviso da molte persone, citarti la frase del Che “L’unica battaglia che ho perso è stata quella che ho avuto paura di combattere…”. Ci troviamo di fronte a una situazione che nessuno avrebbe mai creduto accadesse e quindi capisco le grandi difficoltà da parte delle istituzioni nel gestire le cose, ma non ammetto l’abbandono delle stesse nei confronti del popolo.

Entrando quindi nella questione sto parlando di cassa integrazione, prestiti nel 1°caso non ancora arrivati, nel 2° vincolanti per 6 anni. Nello specifico, piccoli commercianti ma grandi contribuenti come me e altri milioni di persone con famiglie dimenticate e anzi penalizzate e a parer mio derise dal governo. La tanto sospirata riapertura, niente è che un palliativo ma che nulla porterà nelle tasche dei lavoratori, grazie ai debiti accumulati in questo periodo e legate a regole e restrizioni assurde. Non abbiamo bisogno di questo.

Livorno, la nostra città, da sempre è stata aperta ai cambiamenti e all’accoglienza, dimostrando sempre il grande cuore dei livornesi, che sempre ci ha contraddistinto e del quale tutti ne dovremmo andar fieri. Adesso è il tuo popolo che chiede aiuto al suo massimo rappresentante ovvero tu. Abbiamo capito soldi non ce ne sono, non vogliamo elemosina, ma un aiuto logistico che niente costa. Ovvero, abbiamo tanti luoghi all’aperto lasciati alla mercé di chiunque e altri invece enormemente sfruttati ma non per meriti, ma per quella moda italiana dei favori di partito, clientelismo o parentele… La mia richiesta è di poter aver a disposizione uno spazio in piazza XX Settembre, che potrebbe sembrare un pensiero di individualismo, ma è errato, in quanto la mia richiesta non è solo per il Melafumo, ma per tutti coloro che vorranno partecipare. Mi spiego: in via Mentana e nei dintorni di piazza XX ci sono bar, ristoranti, pizzerie, macellerie, enoteche, tatuatori, parrucchieri, tabaccai e piccoli market multietnici, insomma non manca nulla, con alcuni ho già parlato (via telefono)e sarebbero entusiasti nel mettere a disposizione i loro mestieri per contribuire alla ripartenza e alla serenità delle persone, con il nostro entusiasmo ma soprattutto tutti insieme. Un abbozzo di idea sarebbe quello da parte nostra di mettere a disposizione tavoli, seggiole e attrezzature sin dalla mattina per permettere ai bar di far consumare ai propri clienti la colazione all’aperto e con le distanze necessarie, nello stesso tempo si creerebbe una grande sala di aspetto per chi deve fare la spesa, o un tatuaggio o magari i capelli tutto nelle debite distanze. Ci occuperemmo altresì della pulizia quotidiana dello spazio e magari con la nostra presenza anche un po’ della sicurezza. Insomma potremmo trasformare le nostre piazze in salotti all’aperto da far vivere ai livornesi.

L’amministrazione dovrà individuare altri luoghi e dare delle disposizioni accessibili, supportando economicamente non dando soldi ma non prendendone fino a quando sarà necessario. Inoltre siamo venuti a conoscenza di una petizione mossa spontaneamente da parte di alcuni cittadini residenti, dove manifestano il desiderio di avere la presenza di questo spazio in piazza. Concludo nel dirti “quando le ganasce battano a voto, scote più la miseria der terremoto” e che questo è il momento di decidere per cosa vogliamo essere ricordati dai nostri figli. Proviamoci tutti insieme ma davvero.

* Titolare osteria Melafumo
 

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