Gioco
«Ma viale Italia è una delle 3 arterie fondamentali per il traffico in città»
Il segretario del Pd frena sulla chiusura domenicale al traffico «Suggestivo, ma così gireremmo il problema su altre zone»
L’INTERVENTO
Federico Mirabelli
Il lungomare senza auto rappresenta sicuramente una grande suggestione ma come sarà possibile quando torneremo alla normalità?
L’emergenza causata dal Covid-19 ci pone davanti a nuove esigenze e a nuove domande anche sul fronte della mobilità.
Il tema è delicato e non sarà semplice trovare delle risposte.
Prima di tutto dobbiamo evitare l’errore di fare scelte ideologiche e di riaprire una campagna contro le due o le quattro ruote che ha caratterizzato tutta la scorsa legislatura.
In secondo luogo, dobbiamo uscire dalla logica degli interventi spot, scollegati da un progetto complessivo che riguardi tutta la mobilità.
Premesso questo ritengo che sia difficile intervenire sulla viabilità del viale Italia perché, come appare su ogni studio sui flussi, è una delle tre arterie fondamentali di scorrimento che attraversano la città da sud a nord, sette giorni su sette. Forse è possibile in piccoli tratti, per alcune ore, oppure in determinate giornate in primavera o autunno legate magari a manifestazioni ad hoc.
Eviterei di fare scelte, al di fuori di una programmazione strategica, che spostino il problema su altre zone della città.
Non dobbiamo nemmeno perseguire la via dell’imposizione, attraverso l’uso dei divieti; riteniamo più utili meccanismi di incentivazione, che fanno interagire e competere sistemi diversi di mobilità. Dobbiamo adesso invece procedere in modo organico verso un progetto di mobilità sostenibile che tenga conto di diverse questioni: dalle corsie presenziali per il trasporto pubblico, al sistema dei parcheggi, dalle piste ciclabili, alle aree pedonali. Ma soprattutto dobbiamo dare risposta a tutti i quesiti che ne conseguono.
Dentro questo ragionamento come possiamo rendere più funzionale il trasporto pubblico locale? Quale può essere il ruolo dei mezzi di trasporto ecologici? Come può essere vissuta diversamente la città con aree pedonali e piste ciclabili?
Dobbiamo pensare a una mobilità amica dei livornesi che tenga conto e si inserisca in un tessuto economico, sociale, culturale e perché no di un contesto urbanistico specifico. In questo senso possono essere utili delle sperimentazioni, come fra l’altro già avvenuto in passato. Proviamo e discutiamo, ma non solo su di una parte della città. Sarebbe un errore limitarci e ragionare a compartimenti stagni. La città ed ogni sua zona o quartiere interagisce dimostrando che tutto risulta in qualche modo collegato e il traffico, che si comporta come i flussi idraulici, davanti a una variazione in una zona comporta conseguentemente cambiamenti o problemi in un’altra. Da qua l’assoluta necessità di guardare all’insieme. Questa emergenza sanitaria ci ha fatto riscoprire e vivere i quartieri non come elementi periferici ma centrali. Stiamo vivendo un nuovo multicentrismo che dovremmo riuscire a coltivare dentro il nuovo piano della mobilità.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google