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Lungomare senz’auto, l’Aci dice no: «E chi abita lontano?»
Pioggia di mail e commenti al referendum del Tirreno Ma il presidente dell’Automobil Club frena: «Troppi problemi e si dimenticano i turisti»
LIVORNO
Una pioggia di mail è arrivata alla posta elettronica della cronaca di Livorno (livorno@iltirreno.it) e centinaia di commenti sono apparsi sulla bacheca Facebook del Tirreno Livorno: il dibattito sulle domeniche senza auto sul lungomare ha scaldato la fantasia dei livornesi (e ieri mattina è stata rilanciata anche da alcuni siti locali).
La maggiorparte dei commenti sono a favore ma in diversi evidenziano le problematiche: in primis le difficoltà di godersi la passeggiata per chi abita nei quartieri più lontani. In basso alla pagina riportiamo alcuni dei tantissimi commenti ricevuti. Domani ne pubblicheremo altri.
Insieme ai commenti dei lettori pubblicheremo una serie di riflessioni con gli addetti ai lavori. Cominciamo oggi con il presidente dell’Aci Livorno, Franco Pardini. Che si rivela decisamente perplesso sull’ipotesi di una chiusura.
«Chiudere una città alle auto diventa problematico - dice Pardini -: c’è gente che si muove con l'auto perché ha difficoltà di deambulazione, ad esempio. In questo momento ci sono servizi che devono essere attivati in maniera corretta perché il trasporto locale ora è penalizzato dalle restrizioni poste dal Coronavirus. In questa condizione si va verso un disservizio per l'utenza e non tutti possono andare in bicicletta o camminare. Dunque la penalizzazione diventa doppia».
Il presidente dell’Aci accende un faro anche sulle ricadute economiche di una scelta di questo tipo: «Penso al turismo - dice -: andiamo a chiudere un luogo che è meta di forestieri, che vengono nel fine settimana. Come fanno ad arrivare sul lungomare? Ci sono mezzi pubblici di scambio per arrivare sul viale Italia?».
Pardini continua: «Capisco le positività, in primis la ricaduta sull'inquinamento. Noi come Aci lo ripetiamo da anni che a Livorno c'è un problema importante di polveri sottili. Ma non posso non evidenziare le problematiche e mi chiedo: qual è l'obiettivo? Vogliamo un rallentamento della velocità? O vogliamo chiudere tutto? Sono cose diverse. Prima di tutto bisognerebbe capire cosa si vuole fare».
«Penso a quando c'è la maratona - dice Pardini -: si creano code nelle strade interne, gli automobilisti si arrabbiano. Eppure è limitata a poche ore, mentre qui si parla di una giornata intera. Non si può dire “chiudo la città alle auto”. E i negozi? E i turisti? E i portatori di handicap? E chi sta lontano e non può viaggiare normalmente con la bici? Tutto questo andrebbe preso in considerazione». —
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