Il Tirreno

Livorno

«La gente ha fame e non ha soldi Paura del virus? Neanche un po’»

T.S.

80 anni, una lunga vita di lavoro alle spalle e solo 700 euro di pensione «Non capisco come si possa continuare a dire che andrà tutto bene» 

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LA SOLITUDINE

Chiede che il suo nome non venga pubblicato. «Non voglio apparire, non mi piace», dice mentre sistema nella dispensa di casa il contenuto del pacco alimentare appena ricevuto dalla Caritas.

La signora Ada (nome di fantasia, nda) ha 80 anni e abita a Livorno, nella zona della stazione ferroviaria. Carattere di ferro, una vita passata prima in fabbrica, per 35 anni, poi a pulire gli uffici.

«Tutto questo per prendere 700 euro di pensione. L’ho ritirata stamani (ieri per chi legge) e 100 euro li ho già spesi per pagare le bollette», dice. Ada è sola. Dieci anni fa ha perso la mamma che viveva con lei, tre anni fa il fratello. «Ho bisogno di calze particolari perché ho problemi alle gambe, ma costano troppo. Ne ho alcune paia, ormai sono bucate, ma devo accontentarmi», aggiunge. Con l’arrivo del coronavirus Ada ha dovuto fare i conti ancora di più con la sua solitudine. Appesantita dalla paura per le notizie ascoltate alla televisione.

«Siamo vicini alla guerra - dice - e non perché siamo vicini agli spari o alle bombe, ma perché la gente ha fame seriamente. Non c’è lavoro, non ci sono soldi».

Ada non usa mezzi termini, parla schietto, va dritta al punto. «Dovrei avere paura di morire per il virus? Neanche per idea. Io seguo le regole, esco di casa il minimo indispensabile e non ho contatti con nessuno. Se il coronavirus mi vuole, sa dove trovarmi. Io sono a casa». I volontari della Caritas sostengono la signora Ada, le stanno vicino con prodotti alimentari, ma anche ascoltandola, facendola parlare. Perché lei di cose da dire ne ha parecchie. E non risparmia la polemica. A modo suo. Con calma, ma senza giri di parole.

«Leggo striscioni fuori dai balconi con scritto che andrà tutto bene. Ma cosa vuol dire che andrà tutto bene? È già andato tutto male. Questa pandemia cambierà le nostre vite, avremo paura di incrociarci con una persona che cammina sul nostro stesso marciapiede. Aumenterà la diffidenza e diminuiranno gli abbracci. Non andrà tutto bene. Sarà durissima per tutti. Questo periodo – conclude – segnerà le nostre vite». —

T.S.

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di Redazione web