Gioco
In cinquecento davanti al Comune: protesta legittima, modalità sbagliata
Divampa l’esasperazione di commercianti, artigiani, partite Iva, ristoratori , baristi e dipendenti che hanno consegnato simbolicamente le chiavi delle attività e chiesto il sostegno di Salvetti
LIVORNO. La rabbia di non poter lavorare è tanta. L’esasperazione di chi, da quasi due mesi, non riesce a portare a casa i soldi per mandare avanti la famiglia non solo è comprensibile ma anche giustificabile. Così come la tensione derivante dal ritardo degli aiuti economici stabiliti dal governo per far fronte ad una crisi che non ha precedenti: tra le promesse del presidente del consiglio e l’effettiva erogazione del sostegno passa troppo tempo (si pensi che il Decreto Aprile sarà approvato a maggio...) e ciò non può che aumentare il senso di frustrazione in chi chiede di far valere un solo ma importantissimo diritto: lavorare.
È dunque più che legittima la manifestazione mandata in scena ieri per le vie del centro della città e conclusasi davanti al Municipio da commercianti, ristoratori, baristi, artigiani e partite Iva livornesi (insieme ai loro dipendenti) che hanno consegnato simbolicamente al sindaco Luca Salvetti le chiavi delle loro attività. Ed è anche logico che i lavoratori si rivolgano al sindaco, l’autorità più vicina alla comunità, per chiedere un sostegno e per sollecitare una richiesta alla Regione e al Governo, affinché venga anticipata la riapertura delle varie attività, ovviamente nel pieno rispetto delle norme di sicurezza contro il contagio.
Sono però le modalità della protesta che alimentano qualche dubbio. Era proprio necessario accalcarsi in centinaia - uno accanto all’altro - davanti alla porta del Municipio? Il virus circola ancora tra di noi e l’assembramento a cui abbiamo assistito è potenzialmente pericoloso: tra l’altro alcuni dei manifestanti non indossavano la mascherina o la tenevano abbassata sul mento. Era proprio necessario comportarsi così, violando palesemente la distanza di sicurezza? La delegazione sarebbe stata ricevuta comunque dal sindaco. Riflettiamo.
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