Il Tirreno

Livorno

Verso la Fase 2: nei primi giorni di “libertà” i livornesi superano l’esame

Tommaso Silvi
Persone in bici sul lungomare (foto Dario Marzi)
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Persone in bici sul lungomare (foto Dario Marzi)

Livorno: bici, passeggiate e sorrisi dietro alla mascherina. L’inizio di maggio è una festa. Si abbassa il muro delle restrizioni, tanta gente in giro ma nel rispetto delle norme

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LIVORNO. I livornesi sono stati bravi. È un dato di fatto. Lo dicono gli agenti della polizia municipale e provinciale, che hanno effettuato controlli e testato quindi “sul campo” il senso di responsabilità dei cittadini. È stato un Primo maggio particolare. Caratterizzato dal via libera alle passeggiate decretato dal governatore, Enrico Rossi.

Un allargamento consistente delle maglie delle restrizioni anti-coronavirus. La paura era quella che i mesi di clausura potessero portare a un effetto boomerang, e quindi a comportamenti troppo “normali”. E invece di assembramenti non se ne sono visti. Sì, i livornesi sono usciti di casa, sia venerdì che ieri, ma lo hanno fatto seguendo perfettamente le regole. Le famiglie a spasso tutte insieme – l’ordinanza non impone la distanza di sicurezza ai componenti del solito nucleo familiare –, e tante, tantissime persone in bicicletta. Anche ieri, con bar e gelaterie presi d’assalto per il servizio d’asporto. E c’è anche chi sostiene che di gente in giro ce ne sia troppa. Il comportamento, però, per ora è quello giusto.

«Il Primo maggio è stato vissuto dai livornesi come una liberazione. Abbiamo visto tante persone felici per strada – spiega Annalisa Maritan, comandante della polizia municipale –, ma tutte perfettamente consapevoli del fatto che l’attenzione deve essere tenuta ancora molto alta. La situazione sta lentamente tornando alla normalità, ma serve pazienza e, soprattutto, è necessario il massimo rispetto delle norme». I primi due giorni di maggio, a Livorno, stanno tutti negli occhi sorridenti delle persone in giro per la città. Perché la mascherina copre la bocca, ma gli occhi parlano.

E raccontano di settimane di paura, tristezza e preoccupazione lasciate finalmente alle spalle. Il nemico invisibile non è ancora sconfitto, anzi. È sempre in agguato, si nasconde ancora tra di noi. I numeri dicono che sta perdendo forza, ma dobbiamo continuare a rispettarlo, a temerlo. Però la vita sta tornando. A poco a poco.

Due passi sotto casa e una bella pedalata in sella alla bicicletta da tempo ferma in garage: di questi tempi sono conquiste. Piccole vittorie. Segnali di una quotidianità quasi dimenticata, che ora sgomita per tornare protagonista. E pazienza se non si può uscire dal comune. Vedere i bambini che corrono felici in Terrazza Mascagni fa bene al cuore, fa spuntare un sorriso sotto una delle nostre tantissime mascherine. Tutti, ormai, in casa, ne abbiamo una buona scorta, tra quelle consegnate dal Comune e quelle regalate dalla Regione.

«Ci riteniamo veramente soddisfatti – dice ancora la comandante della polizia municipale –, tutti gli agenti impegnati nei controlli sulle strade e negli spazi pubblici durante la giornata del Primo maggio hanno comunicato di non aver ravvisato violazioni. L’atteggiamento dei cittadini è stato impeccabile». Dopo giorni di deserto totale, la Terrazza e il resto del lungomare tornano a popolarsi di gente. Non si vedono abbracci e neppure gruppi di gente ferma a scambiare quattro chiacchiere, se non a distanza e per pochi secondi. Timidi segnali di ritorno alla normalità. Per poter archiviare definitivamente l’emergenza virus c’è ancora un bel po’ di strada da fare. Resta il problema del lavoro, unico, grande neo che ha macchiato l’aria di festa del Primo maggio. Commercianti, ristoratori e baristi chiedono aiuto al governo e attendono sempre meno fiduciosi. Intanto, però, possiamo uscire di casa. Un piccolo passo che non riempie le tasche, ma che rinfresca l’anima e la mente. E di questi tempi, è già qualcosa.

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