Il Tirreno

Livorno

Pescatore muore a 58 anni stroncato da un infarto

Stefano Taglione
Un'ambulanza della Svs in via Grande (foto d'archivio)
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Un'ambulanza della Svs in via Grande (foto d'archivio)

Livorno: dramma in via Grande. L'uomo, dopo essersi alzato dal letto, ha accusato un forte dolore allo stomaco. Inutili i soccorsi

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LIVORNO. È morto a 58 anni stroncato da un infarto. Lutto in via Grande per la scomparsa di Hassen Abdelhedi, pescatore di origine tunisina da anni residente in città. L’uomo – che abitava al secondo piano di un palazzo della strada del centro insieme alla moglie Anna Maria Bianchi, originaria di Roma – ha accusato il malore fatale nella tarda mattinata di sabato 2 maggio, subito dopo essersi alzato dal letto.

Il tempo di chiedere aiuto alla donna con cui era sposato da tre anni, che è crollato a terra esanime. Immediato l’allarme al 118, con la sala operativa dell’ospedale che ha inviato sul posto un’ambulanza con il medico a bordo della Svs di via San Giovanni. I soccorritori hanno fatto il possibile per salvarlo, ma purtroppo per lui non c’è stato niente da fare.

Secondo quanto ricostruito l’uomo – che a gennaio sarebbe stato ricoverato in ospedale a causa di una polmonite, poi superata – dopo essersi alzato dal letto ha accusato forti dolori allo stomaco, per poi accasciarsi a terra senza sensi. Sul posto è intervenuto anche un equipaggio della Squadra volante dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della polizia di Stato, guidato dal commissario Claudio Cappelli, con gli agenti che hanno ascoltato la compagna della vittima per comprendere al meglio le cause del decesso. Poi il sostituto procuratore di turno, Antonella Tenerani, ha deciso di restituire la salma ai familiari. «Lui e la moglie – racconta una vicina di casa – erano persone gioviali, piacevole e simpatiche. Quando i bar erano aperti trascorrevano molto tempo ai tavolini, erano di casa in via Grande».

Il cadavere è stato quindi trasferito al cimitero dei Lupi dai dipendenti delle onoranze funebri della Svs di via San Giovanni, che si sono occupati del recupero e organizzeranno anche il funerale. Ultimo saluto che – salvo che i parenti in Tunisia decidano per il rimpatrio della salma – dovrebbe svolgersi nei prossimi giorni, con la limitazione di 15 persone imposta dall’emergenza coronavirus, sempre nella camera mortuaria dei Lupi.

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