Gioco
Invettive contro la folla accalcata sul lungomare ma la foto è “truccata” e pubblicata per far satira
Centinaia di condivisioni per il post umoristico di “Livornesity” e commenti di fuoco. Di chi non capisce lo scherzo e di chi lo critica
curiosità
Cristiana grasso
La foto, come il microvideo di una “storia” su Instagram da cui è stata tratta, è chiaramente anomala in quanto a distanze e proporzioni. Così sia la gente che i lampioni, sul lungomare che dalla Terrazza Mascagni va a San Jacopo, appaiono come compressi in poche decine di metri e vien fuori una folla, di persone e anche di lampioni. Le immagini sarebbero di ieri, almeno a detta di chi per primo l’ha fatta circolare. A Livorno, e non solo, sono ormai una saga queste foto. C’è chi le posta per chiedere più controlli e inveire contro i presunti indisciplinati che violerebbero il lockdown chi per scherzo, “ammassando” gente nei luoghi più improbabili, su un immaginario ponte sullo stretto di Messina o intorno alla Torre di Pisa.
Ma come spesso avviene sui social, complice la tensione e la frustrazione da quarantena, spesso anche il “gioco” viene frainteso e finisce male, tra offese e minacce, condivisioni a raffica che moltiplicano l’equivoco e accendono gli animi. È accaduto anche tra il primo maggio e ieri, quando i giovani amministratori delle pagine Facebook e Instagram “Livornesity”- paginedi satira sulla livornesità appunto - hanno trovato in rete questa foto del lungomare con la gente che sembra accalcata più di una domenica primaverile normale e l’hanno rilanciata. Descrizione: ’apito subito e #livornesità, poi “livornesi il primo maggio:”. Naturalmente i ragazzi di Livornesity, per altro assai preparati sul piano della comunicazione - hanno pubblicato la foto ben consapevoli che non fosse un’immagine realistica. Un modo per scherzare sulla fissa dei livornesi di uscire e sui bei tempi prima del lock down, «non certo per fare gli sceriffi». Satira appunto, ma evidentemente non tutti hanno capito. E la foto ha finito per girare su centinaia di bacheche come “vera”, portandosi dietro una valanga di insulti verso questi livornesi accusati di spargere il virus, di non rispettare le regole. C’è anche chi ha capito lo scherzo ma non ha apprezzato. «Così alimentate la rabbia della gente contro chi esce in piena regola” scrivono i più educati. Ma c’è anche chi augura ai ragazzi di Livornesity “di essere i primi a essere intubati” o addirittura crocefissi. Gabriele Bacci e Filippo Bresciani non si pentono: «Noi facciamo satira, non è che dobbiamo spiegare i post. Un po’ come se Lercio avvertisse che le notizia assurde che pubbicano sono fake». Certo che a tanta gente manca un po’ di senso dell’humour... «Diciamo che su Instragram non ci sono stati tanti fraintendimenti, su Facebook magari gli utenti hanno meno dimestichezza con i canoni social». E comunque, per scaramanzia, su Livornesity ora c’è anche un Berlusconi che si tocca con un “grazie a chi ci ha augurato il Covid per un meme”. —
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