Il Tirreno

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campagna nazionale 

“Denuncia popolare” al premier Conte «È contro la Costituzione»

Tommaso Silvi

Alcuni cittadini hanno aderito all’iniziativa partita da Roma per far risaltare la severità delle restrizioni del governo contro la diffusione del virus 

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LIVORNO

Attentato contro la Costituzione dello Stato, abuso d’ufficio e violenza privata. Decine di cittadini, dalla tarda mattinata di mercoledì, hanno sporto denuncia per questi tre reati alle caserme delle forze dell’ordine della città. E tutti accusano la stessa persona: Giuseppe Conte. Sì, il presidente del consiglio.

Le denunce sono state regolarmente raccolte, anche se non è chiaro che fine faranno.

Di certo c’è che tanti livornesi - anche nella giornata di ieri - hanno aderito alla “denuncia popolare” attivata dallo studio legale Polacco, di Roma, che ha predisposto un testo da sottoscrivere e da presentare ai commissariati di polizia, ai carabinieri oppure alla procura della Repubblica. L’intenzione - da parte dei protagonisti dell’originale protesta - è quella di mettere in evidenza la severità (secondo alcuni eccessiva, addirittura fuori dal quadro della Costituzione) delle restrizioni del governo, ufficializzate dal premier Conte.

Anche a Livorno, lo confermano i numerosi casi registrati a partire da mercoledì, tante persone hanno deciso di denunciare il presidente del consiglio.

E così la gente si è presentata da carabinieri e polizia con un foglio in mano, ovvero il modulo predisposto proprio dall’avvocato Edoardo Polacco.

Nel documento, si parla di “gravi danni alla collettività e ai cittadini”, ma anche di “norme presumibilmente violate della Costituzione Italiana”. Poi, viene tirata in ballo anche una presunta violazione della Costituzione europea, in particolare della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. La denuncia fiume contro il premier ha attirato la curiosità di una parte di livornesi, che hanno voluto prendere parte all’iniziativa.

La verità è che la quarantena, e quindi la reclusione in casa, cominciano a farsi sentire. Le persone sono esasperate, nervose, impazienti di tornare a muoversi liberamente all’aria aperta. E in alcuni casi lo stress sfocia in episodi spiacevoli.

Negli ultimi giorni sono state parecchie le segnalazioni alle forze dell’ordine con protagoniste persone psicologicamente deboli, che in un momento delicato come quello attuale hanno mostrato segni di evidente sofferenza. Ma c’è anche chi si è rivolto ai militari per segnalare situazioni completamente inventate, frutto esclusivamente della fantasia. L’emergenza Covid, dunque, lascia strascichi nella psicologia e nell’umore delle persone. Da chi vede ladri che non esistono, a chi invece denuncia il presidente del consiglio. —

Tommaso Silvi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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