Gioco
Tari ridotta per chi è rimasto chiuso Bar e ristoranti: più spazio per i tavoli
Più suolo pubblico gratis per assicurare il distanziamento sociale. Stop canoni ai circoli che gestiscono proprietà comunali
Andrea Rocchi
Distanziati a ristorante o in pizzeria, al bar o in gelateria. Come sarà possibile?
Quella fascia di un metro e 80 da mantenere preoccupa decine di imprenditori livornesi che potrebbero essere costretti ad aprire con la metà dei tavoli a disposizione. Titolari e gestori che hanno lanciato un grido di allarme. Chiusi da due mesi e col rischio di aprire “a spazi ridotti”. E magari con l’obbligo di dotarsi di paratìe o divisori per assicurare un migliore isolamento. Significa trovarsi ad investire con entrate che non ci sono se non si è più lavorato.
Una delle misure prese ieri mattina dalla giunta comunale, che ha discusso il pacchetto economico per la fase 2, va incontro proprio a questa categoria di commercianti, tra le più penalizzate nel programma di uscita dal cosiddetto lockdown. E’ stato infatti istituito un gruppo di lavoro intersettoriale fra gli uffici Tributi, Mobilità e Commercio, per individuare la soluzione tecnica che consenta ai locali- bar, ristoranti etc.. - di ampliare il suolo pubblico all’aperto, in modo da consentire il distanziamento sociale previsto dal Governo.
L’idea è appunto quello di concedere gratuitamente, senza fare pagare la Tosap aggiuntiva, ulteriore suolo pubblico a chi ne farà richiesta. Naturalmente si dovranno fissare tetti di ampliamento (il comune di Bari, per esempio, ha stabilito un piano denominato Open che concede la possibilità di occupare fino al 50% in più di suolo), ma soprattutto valutare le soluzioni tecniche.
Sulla sospensione, anzi l’annullamento tout court della Tosap, invece, non c’è niente di definito. Anzi. Al momento non è nei piani dell’amministrazione comunale un provvedimento di questo tipo almeno fintanto che non ci sarà un quadro chiaro delle risorse che arriveranno da Roma.
In attesa del decreto “Cura Italia”, che dovrà fornire agli enti locali - così come gli stessi hanno chiesto - strumenti normativi e soprattutto aiuti per far fronte alle numerose emergenze che stanno esplodendo, la giunta comunale ieri ha deciso di intervenire con un piano per provare a rilanciare l’economia della città.
Si parte dalle tariffe. E soprattutto dalla Tari, la tassa dei rifiuti. Confermata quella del 2019, vista la possibilità di andare a conguaglio nelle annualità 2021, 2022 e 2023, è stato deciso di posticipare la prima rata da maggio a settembre. Inoltre è stato stabilito di ridurre le Tari per le imprese per il periodo in cui sono rimaste chiuse.
La riduzione dovrebbe interessare la quota variabile della tariffa delle utenze non domestiche, quella cioè rapportata alla quantità di rifiuti conferiti.
E’ stato inoltre deciso – come già anticipato dal Tirreno - di sospendere fino a settembre i pagamenti dei canoni patrimoniali per tutti quei beni di proprietà comunale gestiti da soggetti (associazioni, circoli, club, etc...) che hanno dovuto subire la chiusura.
La giunta ha deciso inoltre di predisporre gli atti per abolire l’imposta di soggiorno dal primo maggio al 31 dicembre 2020. Misura, questa, che segue quella già presa di non introdurre - da quest’anno - la tassa sui bus turistici che avrebbe rischiato di infliggere un altro duro colpo ad un settore già pesantemente colpito dalla crisi acuita dall’emergenza Covid.
Sul pacchetto di misure adottato ieri l’assessora al bilancio Viola Ferroni precisa che il pacchetto adottato è legato alla situazione contingente. «Mi preme evidenziare - dice l’assessora - che l’amministrazione sta lavorando a risorse e regole invariate, nell’attesa che il decreto “Cura Comuni” indichi appunto nuove regole e garantisca agli enti nuove risorse per far fronte alle sopravvenute esigenze di cassa e ai mancati introiti». —
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