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Tennis: la ripartenza non si intravede 

Lucchetto ai circoli, i presidenti scrivono al sindaco

Riccardo Ferretti
Lucchetto ai circoli, i presidenti scrivono al sindaco

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LIVORNO

Il decreto governativo lascia spazio a diverse interpretazioni almeno nel capitolo che riguarda la pratica del tennis. Sono molti i quesiti che si pongono gli appassionati, gli insegnanti, gli agonisti e i dirigenti. Il 4 maggio potranno riprendere soltanto gli atleti professionisti e quelli di livello nazionale oppure, visto che sarà possibile svolgere attività sportiva individuale a distanza di almeno 2 metri, saranno consentiti agli amatori magari i singolari? Perché i ragazzi di interesse regionale non devono avere la stessa possibilità?

L'interruzione delle attività dei centri sportivi vuol dire che non potranno neanche essere aperti 2 o 3 campi con il circolo rigorosamente chiuso ai frequentatori?

Il Sindaco Luca Salvetti, interpellato ieri telefonicamente, ha dichiarato che aspetta di capire meglio questa faccenda, anche a lui non molto chiara, disponibile ad occuparsi personalmente di questa situazione, coinvolgendo gli addetti ai lavori dei club labronici.

La Livorno tennistica, a prescindere da quando sarà dato il via libera, grazie all’ interessamento dI Giorgio Romano, aveva già deciso di muoversi e di far vedere che e’ viva, attiva e pronta alla ripresa, nel rispetto di tutte le opportune misure di sicurezza. Il Presidente della Libertas Sport, con tempestività e propositività, ha scritto il giorno 24 aprile una lettera al sindaco e al prefetto Gianfranco Tomao, nella quale in sostanza si auspica un graduale ma immediato ritorno all’attività sportiva e altresì propone alcune regole interne, da applicare nella prima fase di riapertura. Il documento è stato letto, approvato e sottoscritto dai suoi colleghi Roberto Pellegrini leader della Cooperativa Tennis, Amerigo Conti presidente del Tennis Club, Giorgio Dell’agnello numero 1 dello Junior Club, Andrea Floris titolare del Tennis House, Marco Caioli guida del Tennis Porto, Giovanni Mugnai capo del Tennis Amaranto, Elisa Mori presidentessa del Tennis Olimpia.

Vi riportiamo un estratto della lettera: «Oltre alle regole di carattere generale, ovviamente, ogni circolo potrà, ma sarebbe meglio dire dovrà, stabilire delle proprie regole interne, ritagliate sulla propria realtà specifica e sulle proprie strutture. Ipotizziamo, si potrebbe applicare nella prima fase di riapertura: Accesso contingentato alle strutture per il tempo necessario ad effettuare la partita rendendo obbligatoria la prenotazione dei campi da remoto. Chiusura degli spogliatoi se non si potessero rispettare i requisiti legislativi di distanziamento e sanificazioni. Chiusura delle palestre. Gli allievi della scuola tennis svolgeranno attività preferibilmente all’aperto (o all’interno di tensostrutture il più possibile areate). I Maestri e i Preparatori Atletici proporranno inoltre, agli allievi, attività che non prevedono il contatto fisico e garantiscano il mantenimento della distanza di 2 metri l’uno dall’altro».

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