Gioco
«A Livorno siamo in 30 e il lavoro ci sarebbe»
LIVORNO
«Siamo in grado di garantire un elevatissimo standard di sicurezza, come gli studi medici. Per altro, a Livorno, sono sicura che il mercato potrebbe ripartire presto perché ci sono tante persone che adorano i tatuaggi. Tutti noi siamo conosciuti a livello nazionale, parecchi turisti si fermano. Il mercato sarebbe dalla nostra parte».
A parlare è Alessandra Gaibotti, titolare del Red House Tattoo di Borgo Cappuccini, che sulla vetrina del suo locale ha appeso il cartello di protesta «Chiuso per dittatura», accompagnato dalla scritta È morta la Costituzione italiana, assassini». «Io ho la gente che mi chiama, ho i lavori in coda e non quando poter riaprire – racconta – Capisco che farsi un tatuaggi sia un vizio e non una cosa strettamente necessaria come una medicina, però c’è anche chi ha 50-100 euro da parte e se lo farebbe volentieri. A me quei soldi mi servono, ci vivo. Datemi la possibilità di riaprire in completa sicurezza, posso farlo». —
S.T.
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