Gioco
Simone Lenzi al lavoro sul decreto «Iniziato lo studio delle modifiche Ci saremo e con gli eventi annunciati»
LIVORNO
Meno 2 settimane e i portoni di musei e biblioteche dovrebbero riaprirsi e in senso reale, non virtuale. Lo consente il nuovo decreto e lo aspettavano a gloria l’assessore alla cultura Simone Lenzi e il suo ufficio. Perché quando nel giro di pochi giorni il mondo è cambiato e si è bruscamente passati dai fasti della mostra “Modigliani e l’avventura di Montparnasse” alla serrata per emergenza coronavirus, c’erano tanti progetti nel cassetto, anzi già fuori dal cassetto, compresa una mostra “grande evento”. Ecco quindi che ora sembra poter riprendere il filo... Come pensa di riallacciarlo questo filo, interrotto repentinamente con i tanti affezionati utenti, l’assessore Lenzi? «Stiamo lavorando senza sosta su uno studio arrivato ieri, affidato dall’Istituto Superiore di Sanità al Politecnico di Torino. Lo studio, che ancora deve essere approvato dall’istituto, prende in considerazione tutti i luoghi legati alla cultura, struttura per struttura, e dà delle indicazioni su come organizzare la riapertura rispettando le nuove norme igienico-sanitarie. Insomma, ci siamo anticipati procurandoci questa sorta di “guida”». 200 pagine che tracciano uno scenario possibile in biblioteche, musei, gallerie d’arte, nell’epoca del coronavirus. Ma ce la farete per il 18 maggio? «Noi vogliamo riaprire, abbiamo constatato in questi mesi quanto le persone siano legate ai nostri servizi culturali. Per esempio le biblioteche. Incredibile la risposta della gente all’offerta alternativa di servizi che abbiamo dato in queste settimane».
Prima dell’emergenza c’erano molti progetti, il festival mascagnano, una grande mostra... «Ci sono ancora, anzi abbiamo approfittato di questi mesi per lavorarci, con tutte le difficoltà che una situazione come. Ma le promesse saranno mantenute e anzi speriamo presto di poter annunciare questa mostra». E Effetto Venezia? «Stiamo pensando anche a questo. Vanno ripensate molte cose alla luce di questa emergenza , ma faremo di tutto perché la festa si svolga. Dovremo anche di tener conto delle difficoltà finanziarie perché purtroppo tutte le economie di questa emergenza si stanno riversando sulle casse dei comuni. Spero che arrivino presto contributi pubblici per la cultura perché non tutto può gravare sulle amministrazioni locali. Noi comunque stiamo lavorando per tornare a vivere non solo virtualmente l’arte, in tutte le sue forme. E la cultura. È fondamentale. Ci crediamo noi e ci crede la città che ce lo chiede». —
C.G.
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