Gioco
Musica classica, la violinista Sfriso: «Il web non basta»
La docente e concertista: «Abbiamo un’infinità di video ma in futuro non si potrà fare a meno delle produzioni»
LIVORNO
Anche la musica classica, quella di Mozart, di Beethoven, di Bach, di Chopin o di Vivaldi, sta soffrendo la clausura e le pesanti conseguenze del coronavirus: pensiamo alle difficoltà di quanti suonano in un'orchestra sinfonica oppure in un quartetto di musica da camera con la prospettiva di notevoli limitazioni nell'esercizio della loro arte. Di questo parliamo con la violinista Renata Sfriso, docente e concertista, formatasi con il maestro Cesare Chiti all'istituto musicale “Pietro Mascagni” e, fra l'altro, fondatrice di varie ensemble cameristiche: «L'inevitabile annullamento – spiega – di manifestazioni dal vivo come concerti, spettacoli, opere, ascolti musicali guidati e conferenze, ma pure di concorsi per l'orchestra e di lezioni frontali di musica, individuali e collettive, stanno comportando conseguenze anche molto preoccupanti che non sappiamo ancora misurare, ma che saranno in proporzione diretta con il protrarsi dei divieti da osservare per la salvaguardia di tutti». In queste settimane si è assistito ad un fiorire di iniziative on line utilizzando Skype, Zoom, Streamyard oppure Whatsapp che però necessitano di schede audio/video sofisticate per consentire un ascolto fedele: «Abbiamo anche sentito – prosegue – estratti di brani conosciutissimi eseguiti da ampi gruppi corali e strumentali in cui ognuno eseguiva la propria parte in casa, compreso il direttore. Esecuzioni che ci hanno regalato alcuni minuti di commozione sincera grazie alla loro bravura ed anche ad un supporto tecnico di grande livello. Ai musicisti di questi enti non resta che aspettare la ripresa di produzioni vere dedicandosi nel frattempo allo studio personale».
Alcuni giovani strumentisti hanno anche inviato via Whatsapp dei simpatici filmati in cui il solo musicista si moltiplica per due, per tre o per quattro con risultati davvero sorprendenti. «Purtroppo è logico pensare che il settore dello spettacolo tarderà più di altri a rimettersi in movimento. Concordo con il maestro Riccardo Muti che, riferendosi alla classe politica, ha affermato di recente “...spero che non pensino che si può fare a meno della musica.” A mia volta penso che sarebbe un grave errore dover ricorrere al web per colmare un eventuale vuoto di produzioni musicali. È vero che abbiamo un'infinità di bellissimi audio e video, ma diventano cosa morta senza la linfa di nuove, costanti produzioni. Mi auguro, al contrario, che i nostri governanti si impegnino a stanziare le necessarie risorse per la vita della musica». Ci sono poi gli ostacoli pratici derivanti dalle misure di distanziamento sociale considerato che i musicisti devono stare vicini sia durante le prove che in concerto: «Come potremo fare tutto ciò – si chiede – stando a distanza di almeno un metro uno dall'altro, magari divisi da cuffie audio per sentire meglio il suono e con le mascherine in faccia che ostacolano la respirazione e si muovono inopportunamente. Per non dire di chi canta o di chi suona uno strumento a fiato. Come potrebbe fare?» Sono riflessioni che Renata Sfriso affronta anche sul piano personale: «In questa immobilità generale anche le attività dell'associazione ConcertArti, nata nel 2011 per diffondere la musica classica e di cui sono presidente, sono completamente sospese. Da poco più di un anno sono in congedo dall'insegnamento e una larga parte del mio tempo si divide fra lo studio del repertorio violinistico e la gestione dell'associazione per realizzare una serie di concerti ed incontri musicali in collaborazione con il Museo di storia naturale del Mediterraneo, ma anche fuori Livorno». Le cose però sono andate in un altro modo: «Purtroppo – commenta - da febbraio a luglio era programmata una dozzina di eventi, ma ne abbiamo realizzati solo due. Adesso c'è silenzio». —
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