Il Tirreno

Livorno

gli interventi e le storie 

Le due sorelle ebree alle prese con guerra e leggi razziali

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EBREI: le storie sul blog. Ricordando che lo striscione della Brigata Ebraica è stato esposto dalla sede delle Comunità, il blog Comunitando di Gadi Polacco torna con la memoria, attraverso i ricordi della madre Nella e della zia Franca, alla storia di «una normale famiglia italiana che, oltre a subìre una dittatura che porterà il paese alla distruzione morale, civile, etica, sociale, economica e materiale (con buona pace delle “cose buone del fascismo” che spesso si vorrebbero richiamare) è perseguitata dalla infami “leggi razziali”».

Sono tante vicende, a cominciare dalla collana d'oro della madre, «ceduta per un litro di latte, del salame (non conforme alle regole alimentari ebraiche) portato loro dal parroco del paese con la sottolineatura che in tempi di guerra “anche i rabbini autorizzano” il suo consumo» oppure «della paura per i nazisti accampati fuori "casa" (un granaio)» o anche della vendemmia alla quale le due donne presero parte «non mangiando poi niente, visto che secondo i calcoli di mio nonno quel giorno cadeva il Digiuno del Kippur». Ma soprattutto: la storia «del “bravo” italiano che voleva vendere questi ebrei per incassare la ricompensa prevista e del veramente bravo italiano, un oste probabilmente partigiano, che lo dissuade efficacemente estraendo da sotto il banco un fucile».

LEGA: l’intervento di Ciacchini. «E' giusto ricordare la liberazione dal fascismo nel 1945 e anche il contributo di alcuni cattolici come Gianfranco Merli poi valente parlamentare democristiano e preti livornesi, come don Roberto Angeli». A dirlo è Massimo Ciacchini, capogruppo della Lega a Collesalvetti, che invita a non dimenticare che «molti cattolici e partigiani bianchi sono stati accoppati durante la resistenza ed anche a guerra finita dai "rossi" in tutta Italia e non solo. Una mattanza che non è nuova laddove sono passati i comunisti». Per Ciacchini «rendere onore a chi si è opposto alla dittatura nera non significa da parte mia accettare come scontate e veritiere le versioni agiografiche proposte dal Pd-Pci con l’autorevole avallo di Mattarella. E tantomeno contrapposizione con la Chiesa di allora, anche se oggi al vertice vaticano c’è Bergoglio». Per Ciacchini la liberazione dal regime fascista fu «grazie allo sbarco americano cui i partigiani anche cattolici fecero da supporto, non viceversa» ed è stata effettiva solo per via della «spettacolare vittoria elettorale della Dc del 18 aprile ’48 che sconfisse il Fronte di Pci e socialisti».

ANARCHICI: parla il Collettivo Libertario. «Respingiamo la retorica nazionalista», dice un lungo intervento di Fai e Collettivo anarchico libertario. «Non bastava la pandemia e il rischio concreto per la salute. Non bastava il precipitare verso un impoverimento generalizzato in un clima di controllo sociale estremo. Ci si doveva mettere anche la retorica del tricolore. Da sempre simbolo di nazionalismo patriottardo, utilizzato con enfasi brutale da fascisti e apparati militari, ma anche dalla sinistra accecata dall’idolatria dello stato e delle istituzioni, adesso il tricolore è diventato un incubo, inesorabilmente presente in uno scenario a reti unificate».



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