Il Tirreno

Livorno

L’INIZIATIVA della pro loco 

La quarantena in uno scatto «Inviateci le vostre immagini»

Roberto Riu
La quarantena in uno scatto «Inviateci le vostre immagini»

“Livorno Dentro” è l’idea di Ombretta Bachini, l’appello è rivolto ai livornesi Le fotografie dei cittadini saranno protagoniste di un grande evento pubblico

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LIVORNO

La vita in quattro mura ai tempi del coronavirus è stata interpretata nei modi più diversi. Per questo la ProLoco di Livorno ha lanciato l’iniziativa dal titolo “Livorno Dentro”, un modo per raccogliere – attraverso la pagina Facebook dell’associazione – le testimonianze dei livornesi chiusi in casa.

Foto, video, poesie, disegni o racconti che nel loro insieme costituiscano la narrazione di questo periodo che non dimenticheremo. Una di quelle vicende da raccontare un domani ai nipotini, come facevano i nostri nonni ricordando il tempo di guerra: «Vedere la città così dormiente – spiega Ombretta Bachini, presidente della ProLoco Livorno –, sospesa come in attesa che tutto passi e si possa nuovamente tornare alla normalità, stringe il cuore e mette ansia. Però poi alzi gli occhi e vedi tanti piccoli arcobaleni appesi a balconi e finestre, qualcuno suona il piano e più in là dei bambini cantano. Facciamo tesoro di queste sensazioni e ricordiamocene quando tutto questo passerà».

L’invito è quello di condividere pensieri, progetti e idee: «Lanciamo un invito – prosegue – a pubblicare sulla nostra pagina Facebook scorci di quel che c’è fuori dalle vostre finestre, affacciandovi ai balconi oppure oltre la siepe del giardino».

Ma l’invito si estende anche ad inviare alla ProLoco di Livorno tutte quelle attività casalinghe che ognuno di noi ha intrapreso in questo periodo di quarantena, approfittando del tempo disponibile, quel tempo che ci è sempre mancato per mille motivi sebbene, ha scritto Seneca venti secoli fa: “Non è vero che abbiamo poco tempo, è che ne sprechiamo molto. ” Ora, invece, di tempo ne abbiamo a volontà, così tanto che sovente non si sa come occuparlo. C’è chi si è messo a fare il pane in casa, chi si è inventato fabbricante di mascherine seguendo la miriade di tutorial su YouTube, chi si è improvvisato cantante o poeta, chi si è ricordato di avere una chitarra, chi ha rispolverato quella vecchia scatola di montaggio di un veliero in miniatura rimasta sepolta per anni in soffitta. E poi, parafrasando una famosa canzone-filastrocca scritta da Enzo Jannacci nel 1975, ci sono quelli che finalmente sono riusciti a ripulire le fughe delle piastrelle nel bagno, quelli che hanno riesumato il cofanetto dei dvd con le avventure di Xena Warrior Princess in voga negli anni Novanta, quelli che non si sono persi neppure un documentario televisivo sull’arte neoclassica o sulle abitudini del pangolino, quelli che hanno riscoperto i giochi di abilità e di società, dagli scacchi al Monopoli, dal Risiko al Subbuteo, e quelli che hanno passato ore a spippolare sullo smartphone chattando su Whatsapp per dialogare con parenti, amici e conoscenti e condividere frasi, video, emoticon e gif più o meno divertenti.

Ci sono poi quelli che hanno ritrovato il piacere della lettura scovando nella propria biblioteca libri ormai dimenticati. E ci sono anche quelli che hanno ripreso a leggere i quotidiani, come Il Tirreno, riscoprendo l’interesse per la carta stampata e, perché no, approfittando magari per uscire un po’di casa facendo una capatina all’edicola. Accanto alle scene di vita domestica da condividere sulla pagina Facebook della ProLoco di Livorno c’è anche il ricordo di quei numerosi e piuttosto partecipati riti collettivi che soprattutto nei primi giorni di “lockdown” hanno accomunato moltissimi livornesi, così come in tutta Italia, esponendo dalle finestre e dal terrazzo cartelli e lenzuola con disegnato l’arcobaleno e recanti la frase “Andrà tutto bene” o partecipando a vari flashmob a livello nazionale, come cantare o suonare tutti insieme dal balcone.

Oppure come è stato fatto la sera del 15 marzo alle 21, quando in contemporanea sono state puntate verso il cielo milioni di luci di torce elettriche o dei telefonini per far riprendere dal satellite la penisola tutta illuminata. Sono perciò tutti eventi entrati a fare parte della nostra memoria personale e collettiva, fra momenti di allegria e altri di dolore. Ricordando così, ovviamente, pure le immagini di sofferenza e di morte che per settimane hanno scandito le nostre giornate, per non parlare dei drammi personali e familiari che hanno purtroppo toccato diversi di noi e destinati a restare indelebilmente impressi nell’anima, come pure non si può dimenticare l’opera insostituibile dei medici, del personale sanitario e dei volontari.

«Tutto quanto ci invierete – conclude Ombretta Bachini – sarà raccolto e conservato al fine di costituire parte integrante e principale del primo evento che potremo organizzare, quando l’emergenza sarà terminata». Su Facebook: ProLoco Livorno. Telefono: 0586-1945242. —

Roberto Riu

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