Il Tirreno

Livorno

Bagni vietati nei porticcioli e negli approdi da Quercianella alla Bellana

Andrea Rocchi
Bagni vietati nei porticcioli e negli approdi da Quercianella alla Bellana

Livorno, il sindaco Salvetti : «Niente di nuovo, la limitazione c’è sempre stata fin dagli anni ’90». I moletti restano comunque aperti

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LIVORNO. «Toglietemi tutto, ma non il moletto». E’ bastata la firma di un’ordinanza, la 199 di mercoledì 22 aprile, con cui si ribadisce il divieto di balneazione nei porticcioli (per l’esattezza nel raggio di metri 100 dall'imboccatura dei porti o approdi), per scatenare la reazione dei livornesi. Che già hanno dovuto digerire – causa Covid-19 - lo stop alle passeggiate sul lungomare. E che adesso avrebbero vissuto un divieto di usare i moletti per siuski e derivati come un’autentica mazzata balneare. Però le cose non stanno esattamente così. L’ordinanza non vieta ai livornesi di ritrovarsi sui moletti, ma stabilisce quanto è legge dagli anni ’90. Vale a dire che è vietata la balneazione negli specchi d'acqua nel raggio di metri 100 dall'imboccatura dei porti o approdi e dalle strutture portuali.

BAGNI VIETATI, ECCO DOVE

Le aree interessate dall’ordinanza sono quella del Porto di Livorno, quella dell’Accademia Navale a sud della chiesa di San Jacopo fino alla spiaggia dentro all’Accademia (zona militare). Il porticciolo Nazario Sauro, il porticciolo di Ardenza (zona portuale), il porticciolo di Antignano (l’area dove sono ormeggiate le barche fino ai Bagni Roma, ovviamente esclusi dal divieto) e il porticciolo di Quercianella (area lungo il moletto).

LA QUESTIONE DEI MOLETTI

Resta dunque assodato che il bagno dai moletti che non insistono in aree portuali è sempre consentito. Così come - fa notare il sindaco Salvetti - non c’è nessun divieto di utilizzare i moletti anche nelle aree portuali per prendere il sole. L’ordinanza, che riprende quelle passate, vieta solo la balneazione negli specchi d’acqua di porti e approdi. Per capire, se uno fa il bagno dal moletto all’esterno della stessa, questo non è sanzionabile. «Si ricorda che il divieto di balneazione nei porti e porticcioli - spiega il Comune - recepito anche da una specifica ordinanza della Capitaneria di Porto di Livorno sulla sicurezza balneare - è in vigore in tutta Italia dagli anni novanta del novecento e che i comuni sono tenuti ogni anno a delimitare le aree interdette». Divieto - si spiega - “del tutto indipendente dalla rilevazione di inquinamento”. «Tutte le zone limitrofe a quelle indicate nell'ordinanza - si legge - sono monitorate e controllate e che non presentano problemi legati alla balneazione».

SPIAGGE LIBERE, COSA CAMBIERA'?

Se è vero che i moletti, da anni, sono un punto di ritrovo di centinaia di livornesi e che l’osservanza dei divieti di balneazione non è sempre stata praticata, è altrettanto vero che sulla imminente stagione estiva gravano tanti interrogativi legati all’emergenza sanitaria da coronavirus. Cosa succedere nelle spiagge libere? «Non è certo mia intenzione mettere strisce blu a Calafuria», dice Salvetti, visto che il Comune non ha i mezzi per controllare 12 km di litorale. «Fintanto che i decreti lo prevedono - chiude il sindaco - si dovranno rispettare quelle misure di contenimento stabilite».

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di Redazione web