Gioco
Il testamento di Eve, prima di morire a 94 anni scrive: «Dopo la pioggia torna il sereno»
Evelina Del Punta ex tipografa del Tirreno è scomparsa giovedì 23 aprile. La figlia Luana: «Ha chiesto foglio e penna, il suo messaggio ci dà speranza»
LIVORNO. Il testamento di nonna Eve è un inno alla speranza in questi giorni di angosce: «Dopo la pioggia verrà il sereno». Evelina Del Punta lo ha scritto con le poche forze che le restavano poco prima di andarsene, a 94 anni, dopo una vita piena, l’amore, le due figlie, Luana e Laura, il lavoro di tipografa al Tirreno e i cinque nipoti. Quello che ha commosso tutta la famiglia più del dolore della scomparsa in sé, lo racconta la figlia Luana: «Mia madre, nonostante qualche problema di deambulazione è rimasta sempre lucida, cosciente di quello che le accadeva intorno. Anche durante questa emergenza».
Lei che aveva visto e vissuto la guerra, sentito i bombardamenti e affrontato la ricostruzione, nelle ultime settimane, durante le giornate a casa con le figlie raccontava di qui tempi paragonandoli a questi. «Diceva – ricorda Luana – che nonostante i bombardamenti e la miseria, durante la guerra le persone era più unite rispetto a quello che succede oggi. Quando scattava l’allarme, aggiungeva, scappavamo tutti nei rifugi ma eravamo vicini, insieme, mentre adesso siamo lontani, distanti, davanti a questa emergenza che ognuno vive da solo».
Forse è per questo che, nonostante la situazione stesse rapidamente precipitando, giovedì ha chiesto alla figlia un foglio e una penna. «Da qualche giorno non era più in grado di parlare ma non ha mai abbandonato la voglia di comunicare. Così ci ha fatto capire di voler scrivere e le abbiamo dato un foglio e una penna. Con mano tremula, ha scritto: “Dopo la pioggia viene il sereno”. Ha firmato “nonna Evelina” ma il suo messaggio di incoraggiamento e di speranza è – conclude la figlia – rivolto a tutti noi». In particolare per quella nipotina che non potrà conoscere.
«Aveva capito che non ci sarebbe riuscita – ricordano i familiari – sapeva che le sue condizioni si facevano sempre più difficile». E così ci ha lasciato questo messaggio che conserveremo come l’ultimo di chi è stata abituata dalla vita a ripartire, ricostruire. E guardare avanti.
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