Gioco
«Non voleva uccidere il marito a coltellate», condannata a due anni e mezzo di carcere
Vittima dell’aggressione l’ex imprenditore Angelo Lo Coco. Riqualificato il reato da tentato omicidio a lesioni aggravate
LIVORNO. Non cercò di uccidere il marito. Quella coltellata non poteva ammazzarlo. Ferirlo sì. E così, caduta l’accusa di tentato omicidio, la moglie del noto imprenditore livornese Angelo Lo Cocco è stata condannata per lesioni aggravate dall’uso dell’arma e dal legame di parentela con la vittima dell’aggressione. Il Tribunale di Livorno ha così derubricato il reato in contestazione e inflitto a Istvanne Szegedi, 59 anni, 2 anni e 6 mesi con una provvisionale di 5mila euro da versare all’ex marito , 74 anni, noto imprenditore nel settore degli pneumatici. Il resto del risarcimento andrà stabilito con un giudizio in sede civile.
Lui era assente. L’imputata era accanto al suo legale, l’avvocato Roberto Nocent che annuncia ricorso in appello. «La sentenza ha ristabilito una verità chiara – spiega il difensore dopo la lettura del dispositivo –. Ritengo, tuttavia, che per una persona incensurata come la mia cliente almeno le attenuanti equivalenti alle aggravanti vadano concesse». Szegedi si trova dal 25 marzo ai domiciliari a casa della figlia a Cascina, comune nel quale la donna ha vissuto per anni lavorando come badante. Al momento resta agli arresti in casa prolungando la misura cautelare iniziata il giorno dell’aggressione al marito avvenuta il 4 maggio dell’anno scorso in via Borsi.
La pubblico ministero Sabrina Carmazzi al termine della sua requisitoria aveva chiesto una condanna a 13 anni per tentato omicidio visto che il colpo era diretto al cuore e che solo per un caso non aveva ucciso la vittima. Nella sua arringa il legale dell’imputata aveva invocato la derubricazione del reato da tentato omicidio a lesioni volontarie aggravate. Il collegio del Tribunale presieduto da si è ritirato e dopo una camera di consiglio di mezz’ora è uscito con la sentenza accolto con gioia dalla 59enne.
Per l’accusa il movente dell’assalto sarebbero stati «i presunti tradimenti virtuali del settantaquattrenne nei confronti della donna» che aveva spostato nel 2017. Per questo avrebbe cercato di fargli ingerire degli psicofarmaci, poi avrebbero sfondato la finestra della camera dove l’uomo aveva cercato di nascondersi dando l’allarme alla polizia, infine lo avrebbe picchiato e colpito con una coltellata al petto che solo per alcune circostanze fortunate «la doppia canottiera che indossava e il peso dell’uomo» non l’ha ucciso. Nel frattempo Lo Coco ha chiesto la separazione giudiziale con addebito a carico di quella che diventerà la sua ex moglie e che per il Tribunale nel colpirlo con un coltello al petto non voleva ucciderlo.
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