Gioco
L’oggi e il passato si mescolano nelle foto all’Archivio di Stato
Roberto Riu / LIVORNO
La Festa della Liberazione sarà celebrata dall’Archivio di Stato di Livorno con una diretta sulla propria pagina Facebook in programma nel pomeriggio di sabato 25 aprile (alle ore 17, 30): la trasmissione è centrata sul video “Re-photography, Livorno, La Liberazione” di Massimo Matteucci.
Fa parte della serie di conferenze intitolata “Il sabato dell’Archivio. Letture e conversazioni di narrativa contemporanea” che è stata avviata con successo già dall’anno scorso nella sede dell’istituzione, quale organo periferico del ministero dei beni culturali, esistente presso il Palazzo del Governo (via Fiume 40), ed ora realizzata in streaming live con l’hashtag #iorestoacasa# e #laculturanonsiferma#: «Quest’anno, – spiega Cristina Francioli, direttrice dell’Archivio – a causa delle misure di contenimento e di distanziamento sociale dovute al Coronavirus, l’Archivio di Stato di Livorno ricorda una delle più significative festività civili della Repubblica, l’anniversario della Liberazione dall’occupazione nazista e della fine della guerra in Italia, in un modo insolito ed innovativo, con una diretta sulla pagina Facebook dell’Archivio.
Massimo Matteucci, appassionato di storia e fotografo, proietterà il video “Re-photography. Livorno, la Liberazione” con immagini d’epoca ed attuali, scattate negli stessi luoghi e con la stessa “luce” di quelle risalenti a quei momenti di oltre settant’anni fa, miscelandole in una sorta di affascinante portale del tempo.
Nel rappresentare le situazioni Matteucci applica la tecnica del “rephotagraphy” che permette di comparare un’immagine attuale con una scattata tempo addietro: «Il montaggio – tiene a mettere in evidenza Matteucci – attuato passando dall’immagine odierna a quella originale, consente di visualizzare il cambiamento avvenuto nel tempo».
Avviato nel corso del 2012 il progetto si ispira al fotografo russo Sergey Larenkov che ha raccontato così il passaggio della guerra a San Pietroburgo (già Leningrado).
Nelle immagini in dissolvenza di Matteucci possiamo, ad esempio, vedere il cratere della bomba caduta nel rifugio dinanzi al Palazzo dell’Aquila nera (Scali D’Azeglio) oppure l’edificio in angolo fra via Maggi e gli Scali Olandesi. —
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